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Last updateTue, 04 Sep 2018 2pm

Il contesto della formazione è cambiato: bisogna essere Lean!

Il contesto della formazione è cambiato e ha reso anacronistici gran parte degli approcci alla formazione più in voga nell’ultimo decennio del secolo scorso: lunghi percorsi di sensibilizzazione, socializzazione e cooptazione legati ai momenti chiave della carriera (neo assunto, supervisore, quadro, dirigente); programmi, articolati su decine di descrittori e volti a colmare gap di competenza tecnica e gestionale; corsi per il potenziamento delle soft skill (come comunicare meglio, come lavorare in team, come negoziare,…). Non molto tempo fa appariva legittimo e funzionale dedicare una intera giornata a stabilire il “patto formativo d’aula” o due settimane alla conoscenza dei principi della contabilità o alla illustrazione delle teorie dei sistemi applicate alle organizzazioni. L’idea di fondo era: ti fornisco all’inizio della tua carriera le conoscenze/competenze di cui potresti aver bisogno in futuro e poi faccio dei richiami manutentivi legati al (raro) aggiornamento della conoscenza o ai (pochi) cambiamenti di ruolo. Le competenze erano considerate un patrimonio “asincrono” rispetto al momento in cui si presumeva potessero essere adoperate, “a-contestuale” e potenzialmente ridondante. La contestualizzazione era invece lasciata alla esperienza che si consolidava negli anni grazie all’esercizio di ruoli relativamente stabili.

Lean thinking e formazione: come evitare che l’idea di formazione snella possa diventare solo un’occasione per una ennesima spending review?

Nel pensiero organizzativo lean production fa riferimento a un approccio gestionale basato sull’eliminazione degli sprechi, realizzato mediante un process reengineering che parte dai bisogni del cliente. In questo modo si riesce a rimuovere tutto ciò che il cliente non considera di valore e quindi non è disposto a pagare. Il lean thinking è alla base del “ri-disegno dei processi” che hanno consentito a molte organizzazioni di riconquistare competitività ed efficienza mediante la focalizzazione sui bisogni dei clienti e sulla riduzione degli sprechi. Spesso, nella pratica, la ri-progettazione dei processi è accompagnata da un' introduzione massiccia di nuove tecnologie informatiche e di comunicazione. Inoltre la “filosofia lean” si è man mano estesa dalle aziende manifatturiere a quelle di servizio, dai processi riguardanti il “core”business alle più diverse aree aziendali, fra cui la formazione.

Cosa si intende per formazione Lean, non nel senso di formazione ai concetti Lean ma di formazione erogata secondo le logiche Lean?

Si potrebbe cercare di applicare al processo formativo i cinque principi fondamentali del pensiero lean, così come enunciati da Womack: 1. Valore; 2. Flusso del valore; 3. Flusso 4. Pull 5. Perfezione.

L’esercizio di traduzione dei cinque principi nel processo formativo potrebbe essere molto utile, o magari invece solo molto faticoso. Non lo so. Qual è il cliente di un processo formativo? Il partecipante alla formazione? Oppure l’azienda che si aspetta un cambio di mentalità o un incremento di competenze, di cui il personale non sente assolutamente la necessità? Come applico il “pull” alla formazione? Ecc …

Vorrei  proporre di affrontare il tema da un punto di vista completamente diverso: che cosa vuol dire “formare” per un Lean Thinker?