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4.0 è una rivoluzione? Prima Parte

Invito alla lettura di “Industria 4-0: interpretare il nuovo paradigma dello sviluppo”, numero monografico di Industria, Rivista di Economia e politica industriale, 3/2016

Illustrazione di Christoph Roser http://www.allaboutlean.com https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=47640595

"Magnus ab integro saeclorum nascitur ordo”  

"E rinasce il grande ordine dei secoli" Virgilio, IV Ecloga

 

Sentire l’arrivo di una rivoluzione

Si racconta che Nixon avesse chiesto a Ciu En-Lai, il braccio destro di Mao, un giudizio sulla rivoluzione francese e che il leader cinese, avesse risposto “è presto per giudicare”.

Mi hanno chiesto talvolta di pronunciarmi sulla “quarta rivoluzione industriale” e sono stato tentato di rispondere con la stessa proverbiale pazienza politica “cinese”, prendendo tempo, oppure cercando di usare la prudenza metodologica di uno storico. Credo infatti che il giudizio sulle rivoluzioni abbia bisogno di tempo. La cronaca, le notizie, ci mettono in fibrillazione e non ci consentono di vedere le onde lunghe dei fenomeni che cambiano il mondo.

Ripensare la carriera, la formazione e il welfare in un’epoca di longevità

Questo post è un invito alla lettura del libro "The 100 Year Life, Living and working in an Age of Longevity" di Lynda Gratton e Andrew Scott, Bloombury, Londra, 2016.

Nel precedente post, dedicato alla sharing economy, abbiamo citato il libro che vi invito a leggere oggi. Si parlava della necessità, per il futuro, di ripensare il welfare, qualunque sia l’etichetta che apponiamo sulle tendenze dell’economia: in ciascuna “economia di qualcosa” che ci promette questo secolo: sharing economy, quarta rivoluzione industriale (la cosiddetta industria 4.0); gig economy, circular economy e così via.

Vale la pena, a questo punto, dare un’occhiata al volume di Lynda Gratton e Andrew Scott perché mostra finalmente l’evidenza di una sfida che nessuno sembra voler affrontare. Né le imprese, né i decisori pubblici e neanche le persone che si troveranno, nel prossimo futuro, con la fantastica opportunità di un’aspettativa di vita più lunga e con la contemporanea oscura minaccia che questo dono non sia “sostenibile” con l’attuale modello con cui è organizzata la società e il suo welfare.

Il libro va ben oltre le note preoccupazioni su come finanziare le pensioni e getta luce su una serie di implicazioni, ad esempio sulle carriere e sui sistemi educativi, che meritano una grande attenzione. Il libro che vi propongo mi sembra imperdibile per dare idee ad un dibattito inspiegabilmente fiacco, confuso e disattento, con idee in campo che sembrano eludere il problema e non sembrano all’altezza delle sfide che si presentano.

La Sharing Economy: un presente d’infelicità ed un futuro (improbabile) di felicità?

Introducendo queste mie brevi considerazioni sulla cosiddetta sharing economy (siamo d’accordo che la denominazione è fuorviante, ma, in mancanza di un accordo su di un espressione migliore per indicare il fenomeno relativo alle attività di Uber, Airbnb e compagnia, la manterremo) vorrei intanto sottolineare di essere sostanzialmente d’accordo con quanto scritto sul tema, su questo stesso sito, da Enrico Viceconte,  anche se naturalmente, scorrendo il suo testo, qua e la posso individuare qualche leggera differenza di opinione; ma si tratta sostanzialmente  di sfumature. Mi limiterò quindi dapprima a riprendere un paio delle considerazioni svolte dall’autore citato ed a ricordare poi brevemente lo sviluppo recente di alcuni eventi che riguardano Uber; le cronache di questi ultimi mesi sono sorprendentemente e, a volte, anche dolorosamente, ricche in proposito.