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4.0: evoluzione più che rivoluzione (Seconda Parte)

Invito alla lettura di “Industria 4-0: interpretare il nuovo paradigma dello sviluppo”, numero monografico di Industria, Rivista di Economia e politica industriale, 3/2016

 

Illustrazione tratta da: http://www.symestic.com/en/industry-4-0.html

 

Fabbriche in evoluzione

Mi sono occupato di automazione industriale integrata molto prima dell’inizio di quelle tracce rosse e azzurre presentate nel post precedente, a partire dal 1982, all’Ilva, in un momento pionieristico di integrazione tra 1) il livello gestionale che era nei grandi mainframe, 2) il livello dell’automazione di processo basata su modelli matematici che giravano su minicomputer (ad esempio i gloriosi Digital PDP11), 3) il livello delle applicazioni su vasta scala di automazione di base distribuita basata su microprocessori e logiche programmabili che soppiantavano le regolazioni analogiche e le logiche elettromeccaniche cablate, 4) il livello dei sensori e degli azionamenti, 5) l’ambito delle squadre di manutenzione dei sistemi di automazione e strumentazione e, infine 6) l’ambito della supervisione che, allora, abbandonava i monumentali quadri sinottici cablati, e cominciava a utilizzare videoterminali e data logger. La figura che apre il post mostra, come prima immagine, la struttura gerarchica di quella generazione di sistemi d’automazione distribuita.

4.0 è una rivoluzione? Prima Parte

Invito alla lettura di “Industria 4-0: interpretare il nuovo paradigma dello sviluppo”, numero monografico di Industria, Rivista di Economia e politica industriale, 3/2016

Illustrazione di Christoph Roser http://www.allaboutlean.com https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=47640595

"Magnus ab integro saeclorum nascitur ordo”  

"E rinasce il grande ordine dei secoli" Virgilio, IV Ecloga

 

Sentire l’arrivo di una rivoluzione

Si racconta che Nixon avesse chiesto a Ciu En-Lai, il braccio destro di Mao, un giudizio sulla rivoluzione francese e che il leader cinese, avesse risposto “è presto per giudicare”.

Mi hanno chiesto talvolta di pronunciarmi sulla “quarta rivoluzione industriale” e sono stato tentato di rispondere con la stessa proverbiale pazienza politica “cinese”, prendendo tempo, oppure cercando di usare la prudenza metodologica di uno storico. Credo infatti che il giudizio sulle rivoluzioni abbia bisogno di tempo. La cronaca, le notizie, ci mettono in fibrillazione e non ci consentono di vedere le onde lunghe dei fenomeni che cambiano il mondo.

Ripensare la carriera, la formazione e il welfare in un’epoca di longevità

Questo post è un invito alla lettura del libro "The 100 Year Life, Living and working in an Age of Longevity" di Lynda Gratton e Andrew Scott, Bloombury, Londra, 2016.

Nel precedente post, dedicato alla sharing economy, abbiamo citato il libro che vi invito a leggere oggi. Si parlava della necessità, per il futuro, di ripensare il welfare, qualunque sia l’etichetta che apponiamo sulle tendenze dell’economia: in ciascuna “economia di qualcosa” che ci promette questo secolo: sharing economy, quarta rivoluzione industriale (la cosiddetta industria 4.0); gig economy, circular economy e così via.

Vale la pena, a questo punto, dare un’occhiata al volume di Lynda Gratton e Andrew Scott perché mostra finalmente l’evidenza di una sfida che nessuno sembra voler affrontare. Né le imprese, né i decisori pubblici e neanche le persone che si troveranno, nel prossimo futuro, con la fantastica opportunità di un’aspettativa di vita più lunga e con la contemporanea oscura minaccia che questo dono non sia “sostenibile” con l’attuale modello con cui è organizzata la società e il suo welfare.

Il libro va ben oltre le note preoccupazioni su come finanziare le pensioni e getta luce su una serie di implicazioni, ad esempio sulle carriere e sui sistemi educativi, che meritano una grande attenzione. Il libro che vi propongo mi sembra imperdibile per dare idee ad un dibattito inspiegabilmente fiacco, confuso e disattento, con idee in campo che sembrano eludere il problema e non sembrano all’altezza delle sfide che si presentano.