02222018Thu
Last updateTue, 20 Feb 2018 4pm

Ragione o sentimento [seconda parte]

Questo articolo è un invito alla lettura del libro “Come creare una mente” di Ray Kurzweil, Apogeo 2013

Le conquiste di Einstein non sono state il risultato solo della sua applicazione di metafore mediante esperimenti ideali, ma anche del suo coraggio nel credere alla potenza di quelle metafore. Era disponibile ad abbandonare le spiegazioni tradizionali che non riuscivano a soddisfare i suoi esperimenti, ed era disposto a fronteggiare la derisione dei suoi pari di fronte alle spiegazioni bizzarre che le sue metafore implicavano. La fede nella metafora e il coraggio della convinzione, sono qualità che dovremmo poter programmare anche nella nostra neocorteccia non biologica.

Ray Kurzweil, Come creare una mente, Pag. 92

La straordinaria biografia di Ray Kurzweil è uno dei tanti esempi della fertilità del suolo americano. L’America felix, la fertile America del XX Secolo, il crogiuolo; l’humus dove il seme del pensiero intutivo ha potuto trovare le condizioni giuste per germogliare e crescere rigogliosamente, sviluppando rami, foglie, fiori e frutti. Oggi che siamo oltre la metà del secondo decennio del XXI Secolo, consapevoli di essere in un cambiamento accelerato, sentiamo il bisogno di porci un paio di domande:

  1. quale saranno i ruoli del pensiero “analitico” e di quello “intuitivo” in un’”infosfera” (che è anche un’”ecosfera”) che raddoppia ogni anno le sue connessioni, i dati presenti e raggiungibili e la potenza computazionale?
  2. l’intelligenza artificiale sarà presto dotata, come noi, di intuizione?

Scoprirete presto perché abbiamo scelto un libro di Ray Kurzweil per cercare delle risposte.

Ragione o sentimento? [prima parte]

Questo articolo è un invito alla lettura del libro Decisioni intuitive. Quando si sceglie senza pensarci troppo” di Gerd Gigerenzer, Raffaello Cortina 2009.

Ci stiamo allontanando dalla razionalità?

In diversi post precedenti di questa rubrica abbiamo segnalato l’emergere, negli studi di management, di un’attenzione crescente ad alcuni aspetti dei processi decisionali aziendali che possono essere riferiti alla sfera delle emozioni e dell’intuizione. Ci siamo incuriositi dell’attenzione dei guru del management a quelle modalità di pensiero che, rinunciando a perseguire la razionalità, giungono alla valutazione dei fatti in modo analogico e sintetico più che logico e analitico.

In un post in particolare, recensendo il libro “Quando decidiamo” di Mauro Maldonato, abbiamo diffusamente parlato delle decisioni istintive, provando a stilare un decalogo per utilizzare, con cautela, il pensiero inconsapevole e intutivo.

E’ rimasta però inappagata la curiosità sull’entità e le ragioni del fenomeno di diffusione dell’idea che i manager debbano lasciarsi maggiormente guidare dall’intuizione.

From all walks of life

Questo articolo è un invito alla lettura di “La geografia dei nuovi lavori. Chi va, chi torna, chi viene”, di Camilla Gaiaschi, 2015, Quaderni, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

Attacco alla giovinezza

Venerdì sera. Una settimana di lavoro giunge al termine. Si affollano i bar e i ristoranti, i cinema e i teatri di una grande città d’Europa all’ora in cui si cerca il meritato relax. La città è Parigi e la sera è quella del 13 novembre 2015. L’elenco delle vittime dell’attacco terroristico è un agghiacciante campionamento statistico. Titola un editoriale anonimo della CBS News del 15 Novembre 2015: “Paris attacks victims: Mostly young, from all walks of life

From all walks of life”. E’ doloroso scorrere il lungo elenco di biografie, un’antologia di Spoon River con foto sorridenti tratte dai profili Facebook o Twitter. L’età delle vittime è centrata intorno alla fascia dei 30 anni; 19 nazionalità diverse sono presenti nell’elenco delle 130 persone uccise. Le professioni prevalenti sono tutte in qualche modo legate all’innovazione e alla creatività.