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A scuola di presente

Trovo nel post di Enrico Viceconte L'educazione al tempo di Trump una serie di evocazioni alle quali sono sensibile. Rispondo per associazione di idee, in cerca di un filo di ragionamento (di cui c'è traccia nelle ultime righe) che mi auguro di poter riprendere nella discussione su questo blog.

Herbert Marcuse: un mito mediatico di tanto tempo fa

Marcuse. Solo lontani ricordi. Eros e civiltà e L'uomo a una dimensione sono stati vittime già da molti lustri dei periodici repulisti delle librerie domestiche. Più recentemente, ma non tanto, ho levato di mezzo tutta la scuola di Francoforte. (Ne sono - un poco - pentito: di Dialettica dell'Illuminismo, invero oscuro, rileggerei forse qualche pagina). Herbert Marcuse mi colpì quando venne a Roma nel Sessantasette: parlava un inglese che mi sembrava di capire. E il suo neo-freudismo mi entusiasmava. Oggi, per quel poco che mi ricordo, lo trovo a dir poco assurdo: un insieme di forzature che non si reggono in piedi. Le sue idee erano il perfetto contrario di quelle di uno che voleva prosciugare lo Zuydersee dell'Es con le ragioni adattive dell'Io. Ma a quei tempi Marcuse, professore tedesco che si godeva la vista sull'oceano da La Jolla, era un mito mediatico, era di moda.  Ma era odiato dal movimento studentesco.

Lo strano caso di Donald Trump: i social media, la normalizzazione e la semplificazione

La riflessione di Enrico Viceconte mette in campo numerose domande di cui è facile intuire il legame. Ne elenco alcune su cui cerco di riflettere: – “quale è stata l’evoluzione culturale che ha portato all’elezione di Trump? – che rapporto c’è tra questo evento e il libro “A scuola di futuro” di Goleman e Senge? – che relazione possiamo stabilire con il “manifesto” libertario degli anni ’60 rappresentato da Marcuse? – quale è il ruolo della figura di Neil Postman e della sua riflessione sulla televisione? Chiaramente il primo punto pare essere stata l’occasione che ha fatto “deflagrare” o emergere con forza tutta la successiva riflessione. Lo si può esprimere, credo, anche in forma di incredulità: ma come è stato possibile che …? Ora la prima questione interessante secondo me è la seguente: il libro di Goleman  e Senge  è coerente con l’esito delle elezioni americane? Ne rappresenta invece un tentativo di resistenza, diciamo pure un (debole) tentativo “illuminista” di opposizione?

A scuola di futuro. Manifesto per una nuova educazione

La divulgazione manageriale è un settore della saggistica in cui a un autore di best seller viene attribuita la definizione di “influente”. Ed è proprio sull’influenza dei divulgatori delle discipline manageriali che vorrei dedicare il mio commento nella rubrica “Snodi organizzativi”. Lo spunto viene dall’”agile” volumetto “A scuola di futuro. Manifesto per una nuova educazione”, edito da Rizzoli ETAS, e scritto a quattro mani da due dei più influenti autori degli ultimi 50 anni di letteratura manageriale: Peter Senge e Daniel Goleman. Il libro giaceva non letto da alcuni mesi sul mio scaffale; l’ho ripreso qualche giorno dopo l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca.

Qual è stata l’evoluzione culturale che ha portato all’elezione di Trump? Qual è stato l’effetto, su questa scelta elettorale, dei processi educativi che si sono sviluppati negli ultimi 50 anni? Negli Stati Uniti e non solo. Dico 50 anni perché è un numero tondo (mezzo secolo) ma anche perché, quando ho ripreso “A scuola di futuro”, mosso dalla curiosità, ho interrotto la rilettura di un libro pubblicato in Italia 50 anni fa e che avevo letto circa 45 anni fa: “Eros e civiltà” di Herbert Marcuse. Il confronto ravvicinato tra i due libri mi ha suggerito delle riflessioni. Ammetto che sia metodologicamente imprudente guardare un fenomeno culturale da due punti di vista distanti nel tempo oltre 50 anni e con ottiche disciplinari e livelli di profondità così diversi, ma la tentazione è forte. Anche perché, rileggendo e riscoprendo quel “manifesto” di Marcuse, e confrontandolo col “Manifesto per una nuova educazione”, di Goleman e Senge, mi sono domandato cosa mai sia successo nel cinquantennio 1966-2016.