11252017Sat
Last updateWed, 22 Nov 2017 6pm

La riconcettualizzazione del lavoro e delle organizzazioni: il Digital Workplace

La pervasività degli strumenti digitali, insieme alla crescente importanza delle attività collaborative e knowledge-intensive sono alcuni dei fattori alla base della trasformazione degli ambienti di lavoro. Cambiamento che riguarda anche gli spazi e i tempi del lavoro stesso, il quale esce dai perimetri dell’azienda con le pratiche di lavoro flessibile, mobile working e smart working.

L’espressione che viene sempre più frequentemente utilizzata per descrivere la realtà dell'ambiente lavorativo contemporaneo è quella di Digital Workplace, la quale fa riferimento non esclusivamente agli spazi fisici aziendali ma in senso più esteso al concetto di “piattaforma”. Il Digital Workplace, infatti, unisce tutti i canali di comunicazione, gli strumenti di lavoro, le applicazioni e i canali di collaborazione all’interno di un’organizzazione a prescindere da dove le persone si trovino fisicamente nel momento dello svolgimento delle loro mansioni.

La configurazione emergente nelle università britanniche e la cultura della valutazione

La quinta e ultima puntata di un reportage sulle trasformazioni del sistema universitario britannico

Come emerso nelle precedenti puntate, le grandi tendenze che definiscono la configurazione emergente nelle università britanniche possono così riassumersi:

1) Competizione crescente tra università.

Grande enfasi sulla valutazione della ricerca (REF) e della didattica (Valutazione interna, valutazione nazionale e sistema premiante nazionale, TEF). La competizione ha contribuito alla polarizzazione della qualità delle istituzioni accademiche. Esistono almeno tre categorie di università diverse tra loro alle quali accedono classi sociali altrettanto polarizzate.

Le università possono essere ancora considerate delle comunità di pari?

LA QUARTA PUNTATA DI UN REPORTAGE SULLE TRASFORMAZIONI DEL SISTEMA UNIVERSITARIO BRITANNICO

Nella prima puntata abbiamo descritto la dimensione del sistema universitario Britannico, le principali differenze con il caso italiano e il ruolo del mercato. Nella seconda puntata abbiamo parlato della competizione tra atenei e del ranking. Nella terza puntata ci siamo occupati dei sistemi organizzativi che indirizzano il funzionamento interno delle università britanniche. In questo post ci domandiamo se l’evoluzione del contesto di riferimento del mondo universitario e dell’organizzazione interna facciano sì che le università britanniche possano essere ancora considerate delle “comunità di pari”.

I processi di certificazione e la peer observation

La certificazione esterna dei programmi attraverso agenzie private nazionali o internazionali quali EQUIS, EMBA, AACSB è sempre più importante nella pubblicità e nel reclutamento degli studenti, soprattutto per le università di limitata tradizione di eccellenza. Spesso, i corsi di studio sono progettati in partenza o ristrutturati in corso d’opera secondo le disposizioni o i suggerimenti delle agenzie di certificazione. La standardizzazione, la certificazione e la moderazione interna ed esterna rappresentano forme di controllo del docente e lo rendono facilmente sostituibile se necessario. Per questo motivo, gli insegnamenti sono spesso affidati a più di un docente, anche per garantire che in caso di indisponibilità di un docente il corso prosegua senza intralciare il calendario accademico. Il calendario è rispettato alla perfezione in modo tale che tutti gli studenti del corso di laurea affrontino gli esami in un unico appello annuale, nel mese di maggio (c’è un appello per i pochissimi bocciati nel mese di agosto), per poi conseguire il titolo senza ritardi e senza imprevisti nel mese di agosto o settembre dell’ultimo anno, in un’unica grande cerimonia.