09222017Fri
Last updateThu, 21 Sep 2017 2pm

Lei, il tecnostress del futuro e la necessità di competenze di sensemaking

Lei (titolo originale Her) dello statunitense Spike Jonze, Oscar per la migliore sceneggiatura originale, è un film che stimola riflessioni sul nostro oggi e sul nostro domani.

 Un po' fantascienza e un po' melodramma, descrive un futuro non troppo lontano nel quale le tecnologie digitali hanno un ruolo di primissimo piano nella vita di ognuno. Per mezzo di auricolari, comandi vocali e dispositivi video tascabili, le persone sono perennemente connesse con i loro dispositivi (smart phone, pc, strumenti di domotica, videogiochi con tecnologie ologrammatiche ecc.). Il protagonista della storia è Theodore, uomo sensibile e introverso che non si è ancora ripreso dalla delusione dovuta al fallimento del suo matrimonio. La professione di Theodore consiste nel comporre lettere intense di sentimento e poesia per conto di altri, dettandole al computer. La sua vita sociale e affettiva è piuttosto vuota e anche per questo motivo occasionalmente cerca sollievo dalla solitudine in chat.

Il tecnostress ha un impatto sulla produttività e la percezione del proprio ruolo?

L'utilizzo della tecnologia digitale e dei device mobili all'interno delle organizzazioni è ormai pervasivo, al punto che, oggi, buona parte delle persone nelle organizzazioni non sarebbe in grado di svolgere le proprie attività se privati della possibilità del loro utilizzo.

Le diverse dimensioni del tecnostress

Lo stress, allo stesso tempo doping naturale e male dell’anima, non è facile da definire. Nella sua accezione negativa generalmente viene associato alle situazioni in cui  sperimentiamo l’incapacità di soddisfare molteplici, talvolta contrastanti, responsabilità oppure quando il livello di difficoltà e complessità dei compiti è percepito essere così probante da temere di non riuscire a superarlo. Questa frustrazione spesso si traduce in fatica mentale, disturbi generici che portano alla riduzione delle prestazioni e a volte persino in malattia fisica.