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Last updateWed, 22 Nov 2017 6pm

Competenze digitali: le iniziative a livello europeo ed italiano

Lo sviluppo della cultura e delle competenze digitali è un tema chiave per la crescita del Paese poiché è urgente rispondere ai fabbisogni in continua evoluzione della società e delle imprese. Che la questione sia strategicamente fondamentale, e non solo per l’Italia, lo suggerisce anche il numero di iniziative attivate dalla Commissione Europea con lo scopo di aiutare i governi nazionali e le imprese ad affrontare la mancanza di competenze necessarie per un utilizzo proficuo della trasformazione digitale in atto. Si vedano per esempio: Opening up education; Learning to code, Get Online Week; Grand Coalition for Digital Skills and Jobs e soprattutto eSkills for Jobs 2014 - un programma per lo sviluppo delle competenze digitali coordinato, a livello europeo, da Digital Europe (l’associazione che rappresenta l’industria del settore Telecomunicazioni, Informatica ed Elettronica di Consumo in Europa) e, a livello italiano, da Anitec (Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di Consumo). Fra le attività previste dal programma eSkills for Jobs 2014 vi è la campagna di comunicazione e di sensibilizzazione che ha come obiettivo la diffusione del tema delle competenze digitali in favore della crescita e dell’occupazione.

Trasformazione digitale: siamo competenti abbastanza?

Le tecnologie digitali partecipano al delinearsi di una profonda trasformazione nei modelli di profitto, negli assetti organizzativi, nelle relazioni con partner e clienti così come nelle modalità di lavorare, comunicare, apprendere, gestire le persone. Un cambiamento di tale dimensioni che da molti viene descritto come una nuova rivoluzione industriale (si veda per esempio Chris Anderson, Makers. Per una nuova rivoluzione industriale, 2013); un fenomeno inarrestabile che porta con sé opportunità ma anche sfide.

Le tecnologie digitali sono ormai presenti – anche se in diversa misura e con differenti risultati - nelle imprese di ogni dimensione e settore; finita la fase della “digitalizzazione”, la sfida del presente e del prossimo futuro riguarda invece il completo assorbimento del digitale nei processi organizzativi in modo che le tecnologie possano aiutare a generare efficacia, collaborazione, produttività. Questa nuova fase è la cosiddetta “trasformazione digitale”, la quale può essere definita come l’utilizzo delle tecnologie digitali (Social, Mobile, Cloud, Big Data ecc.) e l’attivazione dello sviluppo da queste abilitato: semplificazione della gestione, maggiore collaborazione, innovazione, apertura verso nuovi mercati, più stretto rapporto con i clienti, misurazione, analisi di grandi quantità di dati e così via.

Il “lavoro agile”: incentrato sulla persona o trappola flessibile?

Ha suscitato una certa curiosità la notizia rimbalzata su molti quotidiani italiani secondo la quale il gruppo Virgin, di proprietà di Richard Branson, poliedrico e istrionico imprenditore, stia mettendo in atto alcuni cambiamenti rivoluzionari, come l’abolizione dell’orario di lavoro e la libertà di scelta del periodo, e l’estensione delle ferie per i dipendenti. I quotidiani che hanno ripreso la notizia, da Repubblica, al Fatto quotidiano, al Sole 24 ore, hanno sottolineato che no, non è uno scherzo, e nemmeno un’idea così originale, perché d’altronde qualcuno già lo fa. Lo stesso Branson ha ammesso, infatti, di aver preso ispirazione da Netflix, l’azienda statunitense conosciuta per la sua capacità di innovazione. Nata con i servizi di noleggio di DVD e videogiochi via Internet, Netflix ha evoluto in breve tempo la propria offerta includendo, dal 2008, anche servizi di streaming online on demand, e dal 2011 produce contenuti originali (come la seguitissima e celebratissima serie TV House of Cards!).