12132019Fri
Last updateTue, 04 Sep 2018 2pm

Barriere erette per essere abbattute. L’uomo, animale sociale per eccellenza…ma a che costo?

 

 

 

 

 

 

È entusiasticamente disarmante quanto le principali teorie dei maggiori “contrattualisti” della storia, quali Aristotele, Locke e Hobbes - tanto per citarne alcuni - possano trovare terreno fertile ed essere considerate di estrema attualità nei giorni che ci caratterizzano. Non solo nell’accezione più generale che implica le modalità con cui si è soliti relazionarsi ma, più precisamente, anche in riferimento alla dimensione lavorativa e professionale - ammesso e non concesso che sia possibile scindere le diverse sfere d’influenza.

La ricerca della felicità. Un metodo “scontato” per essere imprenditori di successo.

Parafrasando un noto film di Gabrielle Muccino, “La Ricerca della Felicità”, è possibile affermare che uno dei più naturali istinti umani - la ricerca della felicità, per l’appunto - non è solo alla base della sopravvivenza della nostra specie ma, con ogni probabilità, anche motivo di successo per molte delle pratiche lavorative e imprenditoriali dell’età moderna. Il film, infatti, narra la storia, realmente accaduta, di Chris Gardner, imprenditore oggi milionario che durante i primi anni ottanta visse giorni di intensa povertà, senza però mai perdere la fiducia nei propri sogni e soprattutto, orientando le proprie azioni in direzione di un “pensiero positivo”. Le analogie tra il film del 2006 e quanto verrà descritto di seguito finiscono qui ma, ad ogni modo, il leitmotive di entrambe le trattazioni, quella cinematografia e la presente, sembrano indicative dell’impatto, negativo o positivo che sia, degli “affetti” nella vita imprenditoriale di un qualsivoglia capitano di ventura, chiamato a dare un nuovo corso alla propria azienda o ad avviarne una ex novo.

La passione è contagiosa? Ci si può “ammalare” di passione per il proprio lavoro?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La passione, nella sua accezione generale, è un sentimento profondo, positivo, che spinge a porsi obiettivi sfidanti e a usare la propria creatività per raggiungerli. Si può mettere passione in qualunque attività della propria vita. Anche nel proprio lavoro.
Tuttavia, mentre da un lato è logico pensare che un imprenditore sia appassionato da quello che fa, dall’altro è più difficile credere che chi lavora alle sue dipendenze nutra il medesimo slancio.
Infondere passione è un’abilità che il datore di lavoro deve sviluppare se vuole ottenere il massimo dai propri collaboratori.