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Last updateWed, 13 Dec 2017 10am

L’estetica dell’(inter)azione. Ripartire per migliorare.

“La bellezza non è che una promessa di felicità” [Stendhal]

 

Ripartire dall’estetica nelle organizzazioni, nel lavoro, nelle attività di tutti i giorni può rappresentare la chiave per raggiungere i propri obiettivi. È indubbio che il fattore estetico abbia giocato un ruolo di primissimo ordine nell’antichità, quando cioè la connessa disciplina filosofia combinava il “bello” ad ogni aspetto del vivere, ispirando e guidando scelte e modi di agire. La consapevolezza - oggi perduta - dell’importanza della bellezza nella vita dell’umo era, all’ora, un fatto tanto innegabile quanto lo è oggi il mondo “anestetizzato” e tendente ad un’apatia verso cose e persone, privato della sua presenza. I rapporti interpersonali e la qualità delle relazioni (a tutti i livelli) sembrano non essere più ispirati dalla bellezza estetica ma solo da valori più contemporanei quali quelli della tecnica.

Vincere o perdere: questione di tempistiche. Quando riconoscere che è giunto il momento di lasciare il testimone.

Si parta da un dato di fatto. Dopo i 55 anni di età, un CEO comincia ad essere considerato, con maggiore convinzione, sostituibile. Mentre fino ai 50 anni una sua possibile sostituzione sarebbe stata a lungo ponderata, superata la fatidica età la ponderazione cede il passo ad altre logiche e una sua permanenza non è più cosi scontata. Ricerche sul campo hanno dimostrato, infatti, l’esistenza di un range di età (tra i 50 e i 60), all’interno del quale, se si hanno micce, cartucce e assi nella manica, sarebbe opportuno giocarseli perché potrebbero essere gli ultimi.

Quando si dice che l’abito fa il monaco…anche per le organizzazioni

Quante volte ci siamo trovati a dover scegliere quale abito ci stesse meglio, quale taglia prendere, di che colore e con che paia di scarpe abbinarlo…innumerevoli. Non c’è dubbio, infatti, che un abito fatto su misura, rispetto ad uno dozzinale, da grandi magazzini insomma, sia in grado di valorizzare il nostro aspetto, risaltando forme, curve e nascondendo, talvolta, alcuni difetti. La stessa necessità di ben vestire, ben figurare, è delle organizzazioni, dove però, la priorità è da immaginarla a livello dei sistemi di controllo e gestione. È nelle fasi integrative post-acquisizione, infatti, che si avverte il bisogno di allineare strategie, stili manageriali, funzioni operative, capacità e competenze tra le aziende coinvolte. La bravura sta, di fatto, nel saper adattare l’abito per le grandi occasioni - quello bello, che non toglieremmo mai - per la quotidianità, rendendo l’eccezionalità normalità. Il concetto di ‘Organizational fit’ riassume perfettamente l’analogia rappresentata.