12162017Sat
Last updateWed, 13 Dec 2017 10am

L’imprenditore camaleonte: adattamento, non solo strategia difensiva

L’attività imprenditoriale comporta senz’altro un piglio particolareggiato da parte di chi decide di farne la propria professione. Essa richiede un temperamento avvezzo al rischio e una buona dose di fiuto per gli affari: tutte qualità che dovrebbero avvertire, con un considerevole margine di anticipo, pericoli e opportunità all’orizzonte. Saper battere in ritirata - alla stessa stregua di incitare alla carica - è, di fatto, più un pregio che un difetto all’interno del mercato globale dei nostri giorni. Per queste ragioni, un’auspicata capacità camaleontica diviene uno strumento imprescindibile attraverso il quale confrontarsi, quotidianamente, con le sfide mutevoli che l’imprenditore è chiamato ad affrontare. Non per nulla, infatti, se si controlla il termine “impresa” (su un qualsiasi dizionario della lingua italiana) si scoprirà che si è soliti attribuirle il significato di “azione, iniziativa importante e difficile”. Dunque, come il camaleonte, in natura, sfrutta la capacità di adattamento alle circostanze, mutando colore e riuscendo a trasformare l’apparente passività in attività, così anche l’imprenditore moderno deve saper sfruttare quest’abilità al fine di cogliere le occasioni giuste al momento giusto e mutare la difesa in attacco e viceversa.

Anger Management

«Goosfrabà» è un’espressione utilizzata dagli Esquimesi per calmare i propri figli durante le intense crisi di pianto e ristabilire uno stato di normalità. La stessa normalità che il noto psichiatra Buddy Ryddel, interpretato da un sadico Jack Nicholson tenta di ripristinare nelle anomalie comportamentali di un “rabbioso” Adam Sandler, nel film Anger Management (2003). Dave, disegnatore di linee di abbigliamento per gatti è il tipico dipendente succube del proprio capo, incapace di far valere le proprie ragioni e totalmente assoggettato al suo volere, e non solo a quello del “boss”! Apparentemente calmo e mite, Dave nasconde in realtà un temperamento passivo/accondiscendente che al momento opportuno sfocia in drammatiche esplosioni di rabbia evidentemente dannose per la sua vita sociale.

Bypassare lo sportello al pubblico

Com’è possibile fornire una rappresentazione complessiva delle performance in modo che il general manager abbia, con un unico colpo d’occhio, la percezione della salute finanziaria dell’azienda? Quali canali e strumenti attivare ed utilizzare?

La risposta a queste domande non è così banale come si potrebbe pensare ne, talvolta, è sufficiente ricorrere alle inflazionatissime espressioni quali “efficienza” ed “efficacia”- spesso usate come se dalla loro semplice pronunzia dipendesse l’apparizione del genio della lampada pronto a dirimere dubbi e incertezze al semplice schiocco delle dita - per riuscire a trovare il bando della matassa. È inutile ripartire da quella dialettica conclamata e conosciuta, propria di alcune branche di ricerca come, in questo caso, quella manageriale; al contrario è opportuno fare chiarezza terminologica, ristabilire un ordine lessicale dove ogni parola sia concretamente collegata dalla relazione stimolo-risposta e dunque, in ultima istanza, introdurne di nuove in grado di ampliare conoscenze e campi d’applicazione. Non è più sufficiente esclamare che un documento, un’azione, un’attività poiché improntata sull’efficienza e sull’efficacia sia effettivamente tale. Piuttosto, si tenti, con un esercizio di retorica, di rispondere alle precedenti domande ponendone altre, differenti.