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Last updateWed, 18 Apr 2018 10pm

Come sono cambiati e si stanno trasformando i fabbisogni di competenze e di ruoli professionali nelle aziende?

L’Italia sta vivendo un problema fondamentale di mismatch fra offerta e domanda, che accomuna tutti i protagonisti del mercato del lavoro. Il 21,5% delle figure ricercate dalle aziende italiane è di “difficile reperimento” come emerge da uno studio della Camera di Commercio di Reggio Emilia. E secondo il Rapporto Excelsior 2017 di Unioncamere, le maggiori difficoltà di reperimento riguardano gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche per un sonante 63%. Seguiti a ruota (56%) dai tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione. A partire da questo zoccolo duro, il divario si allarga quanto più la singola azienda si impegna in processi di trasformazione digitale.

La trasformazione digitale crea o distrugge posti di lavoro?

CBS Insights ha previsto che saranno circa dieci milioni i posti di lavoro persi entro dieci anni a causa dell’Intelligenza Artificiale. Al primo posto cuochi e inservienti, seguiti al secondo dagli addetti alle pulizie e, al terzo, da facchini e magazzinieri. Ma non sono a rischio solo le professioni manuali e i blue collar: molti risparmiatori hanno abbandonato i consulenti finanziari in carne e ossa per affidare le proprie finanze a robo-advisor. mentre Gartner prevede che nel giro di cinque anni ci sarà un robot ogni cinque impiegati. Secondo IBM presto (entro il 2025) avremo anche Amministratori Delegati sostituiti da simulacri. Per McKinsey (https://www.mckinsey.com/business-functions/digital-mckinsey/our-insights/four-fundamentals-of-workplace-automation ) “meno del 5% delle occupazioni potrà essere completamente automatizzato utilizzando la tecnologia attuale. Tuttavia, il 60 per cento delle occupazioni potrebbe automatizzare il 30 per cento o più delle loro attività”. Non basta: ormai ci sono algoritmi per selezionare il miglior candidato da assumere, promuovere il miglior dipendente, costruire il team più efficiente, individuare il lavoratore improduttivo. Al di là delle implicazioni etiche, la diffusione dell’ Intelligenza Artificiale è tale da imporre  il ripensamento in chiave di digitalizzazione di metodi, strumenti e ruoli nell’ambito della Direzione HR e non solo (https://www.forbes.com/sites/jeannemeister/2018/01/11/ai-plus-human-intelligence-is-the-future-of-work/#61db65e82bba ).