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Last updateTue, 16 Jan 2018 12pm

Che cosa è davvero importante per i Millennial?

E’ davvero confermato che i tratti di personalità di coloro che sono nati nell’era delle nuove tecnologie chiamati Millennial oppure App Generation sono davvero diversi nei loro orientamenti al mondo del lavoro ? E’ proprio vero che i Millennial sono tutti “startuppisti” oppure impegnati nel sociale?  Un dato è certo quello che noi sappiamo sui Millennial è basato prevalentemente su dati statistici e troppo poco su analisi di profondità. Un’importante opportunità per indagare a fondo  è fornita dal Progetto Giovani & Impresa  che svolgo in Fondazione Sodalitas. Si tratta di un programma nazionale che accompagna gli studenti di scuole superiori e università? verso il mondo del lavoro, attraverso interventi di formazione, di mentoring e di collaborazioni con le imprese.

Il progetto Giovani & Impresa: incontrare i Millennial

Il lavoro non è certo secondario nelle aspirazioni dei Millennial: tutt’altro! Infatti secondo l’indagine Demos –Coop  svolta nel 2017 il lavoro si trova ai primi posti nella graduatoria d’importanza di ciò che desiderano i Millennial essendo  considerato molto importante dal  68% della popolazione di riferimento (vedi grafico).

Riportare al centro le relazioni umane fra generazioni

Il post di Stefano Moriggi mi ha sollecitato due domande fondamentali: quali sono le possibili cause di esclusione dal potere dei Millennial? Queste cause sono significativamente diverse da quelle che hanno incluso ed escluso le generazioni che l’hanno preceduta?

È complesso affermare con certezza se siano i tratti caratteristici di una generazione a configurare gli assetti del potere o siano le dinamiche di potere preesistenti a determinare i tratti caratteristici di una generazione. Cioè, è difficile stabilire se le polarizzazioni, più o meno accentuate, tra i potenti e gli esclusi che si sono succeduti nella storia dell’umanità siano frutto di differenze antropologiche tra generazioni o siano risultanti dagli assetti di potere che la conoscenza e la padronanza delle tecnologie produce.

Io non so se la generazione dei Millennial “presenti tratti antropologici in discontinuità”[1] rispetto alle generazioni precedenti. Non ho fatto approfonditi studi specifici, forse perché non mi si è presentata l’occasione, o non ho le competenze per farlo o forse non mi interessa.

Ma, dato che ciò che si ama tende a imporsi come ontologico, ritengo che sia interessante affrontare il problema dal punto di vista della trasformazione degli assetti di potere conseguenti alla digitalizzazione della società e delle nostre organizzazioni. Propongo quindi di rileggere il momento storico che stiamo vivendo, non da dilettanti, da tecno-populisti, da passatisti o da distratti lettori di quotidiani, ma con onestà scientifica focalizzando l’attenzione su alcuni dei tantissimi temi da approfondire.

I Millennial e il mondo del lavoro

Per i Millennial, come del resto anche per i loro fratelli appena maggiori, il problema di come e se entrare nel mondo del lavoro costituisce un tema cruciale. In effetti, occorre anzitutto ammettere che le generazioni post-belliche si sono comportate un po’ da lanzichenecchi, saccheggiando a destra e a manca e lasciando ben poco a chi è venuto dopo. Per alcuni decenni l’utilizzo delle risorse (economiche, finanziarie e naturali) ha obbedito ad un’ingordigia forse senza precedenti, e inevitabilmente si è innescata una serie di crisi da cui ancora oggi il mondo si sta riprendendo a stento. Anche il lavoro è diventata una “merce rara”, e quindi per i nati in prossimità del secondo millennio non c’è molto da stare allegri. Insomma vale la tesi che ho sostenuto nel libro scritto a quattro mani con Lucio Fava del Piano: “L’ospite d’onore lava i piatti”.

Le radici delle caratteristiche vere o presunte dei Millennial

Se vogliamo cominciare a indennizzare i nostri ragazzi rispetto ai dispetti che abbiamo fatto loro, e se vogliamo iniziare a capire come aiutarli a inserirsi in un mondo del lavoro che oggi appare del tutto ostile, occorre anzitutto chiedersi quali siano le caratteristiche psicologiche e attitudinali tipiche dei Millennial, e avviare nelle aziende modalità di gestione delle risorse umane in grado di superare almeno alcune delle problematiche esistenti e di avvicinare meglio i Millennial a un mondo troppo spesso percepito come ostile.