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Last updateTue, 04 Sep 2018 2pm

Una lezione di BIG: fortuna che siamo diversi!

L’esperienza di BIG, il business game intergenerazionale promosso da CFMT suggerisce che è una fortuna i Millennial e le altre generazioni siano portatori di diversità. Più di 700 tra esperti manager e studenti universitari - organizzati in 88 squadre - hanno collaborato per quattro settimane (corrispondenti a un anno di gestione aziendale) per risanare un’azienda del settore del giocattolo in crisi. Un’esperienza che ha raccontato molto in tema di rapporto tra generazioni. Infatti, oltre a mettere in discussione facili e diffuse generalizzazioni sui rapporti tra senior ed i Millennial, BIG suggerisce anche di riflettere su quanto cultura e ambiente interno all’organizzazione siano in grado di fare della convivenza tra generazioni diverse una leva competitiva, e non una delle fatiche da affrontare negli odierni ambienti di lavoro. A beneficio di tutti: esperti manager, nuove leve e imprese.

BIG: i Millennial, gli altri e l’ambiente simulato

BIG, acronimo di Business Intergenerational Game, è in realtà qualcosa di più di un Business Game. E’ soprattutto un ambiente di apprendimento ad elevato grado di verosimiglianza e coinvolgimento entro il quale generazioni diverse possono collaborare per risollevare le sorti di un’impresa in grave situazione di difficoltà.

Che cosa è davvero importante per i Millennial?

E’ davvero confermato che i tratti di personalità di coloro che sono nati nell’era delle nuove tecnologie chiamati Millennial oppure App Generation sono davvero diversi nei loro orientamenti al mondo del lavoro ? E’ proprio vero che i Millennial sono tutti “startuppisti” oppure impegnati nel sociale?  Un dato è certo quello che noi sappiamo sui Millennial è basato prevalentemente su dati statistici e troppo poco su analisi di profondità. Un’importante opportunità per indagare a fondo  è fornita dal Progetto Giovani & Impresa  che svolgo in Fondazione Sodalitas. Si tratta di un programma nazionale che accompagna gli studenti di scuole superiori e università? verso il mondo del lavoro, attraverso interventi di formazione, di mentoring e di collaborazioni con le imprese.

Il progetto Giovani & Impresa: incontrare i Millennial

Il lavoro non è certo secondario nelle aspirazioni dei Millennial: tutt’altro! Infatti secondo l’indagine Demos –Coop  svolta nel 2017 il lavoro si trova ai primi posti nella graduatoria d’importanza di ciò che desiderano i Millennial essendo  considerato molto importante dal  68% della popolazione di riferimento (vedi grafico).

Riportare al centro le relazioni umane fra generazioni

Il post di Stefano Moriggi mi ha sollecitato due domande fondamentali: quali sono le possibili cause di esclusione dal potere dei Millennial? Queste cause sono significativamente diverse da quelle che hanno incluso ed escluso le generazioni che l’hanno preceduta?

È complesso affermare con certezza se siano i tratti caratteristici di una generazione a configurare gli assetti del potere o siano le dinamiche di potere preesistenti a determinare i tratti caratteristici di una generazione. Cioè, è difficile stabilire se le polarizzazioni, più o meno accentuate, tra i potenti e gli esclusi che si sono succeduti nella storia dell’umanità siano frutto di differenze antropologiche tra generazioni o siano risultanti dagli assetti di potere che la conoscenza e la padronanza delle tecnologie produce.

Io non so se la generazione dei Millennial “presenti tratti antropologici in discontinuità”[1] rispetto alle generazioni precedenti. Non ho fatto approfonditi studi specifici, forse perché non mi si è presentata l’occasione, o non ho le competenze per farlo o forse non mi interessa.

Ma, dato che ciò che si ama tende a imporsi come ontologico, ritengo che sia interessante affrontare il problema dal punto di vista della trasformazione degli assetti di potere conseguenti alla digitalizzazione della società e delle nostre organizzazioni. Propongo quindi di rileggere il momento storico che stiamo vivendo, non da dilettanti, da tecno-populisti, da passatisti o da distratti lettori di quotidiani, ma con onestà scientifica focalizzando l’attenzione su alcuni dei tantissimi temi da approfondire.