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Last updateTue, 16 Jan 2018 12pm

I Millennial e la digital trasformation delle organizzazioni: auguri ai Millennial!

I Millennial sono, per certi aspetti, le persone che sognavamo di avere quando ci occupavamo di Change Management nei lontani anni novanta del secolo scorso. Allora lavorando in silos di competenze quante volte avremmo desiderato persone collaborative, capaci di team building, con visione integrata dell’azienda, o, dalla parte delle tecnologie, strumenti più facili da usare, creati per i non specialisti non solo per i tecnici informatici, pervasivi nell’attività quotidiana? Ebbene signori, ci siamo, ma forse non ce ne siamo accorti o non sappiamo ancora inserire e gestire i Millennial nel modo giusto, o piuttosto l’azienda è rimasta nei suoi silos burocratici. La vera sfida consiste nel porre la cultura dei Millennial al centro dei processi di Digital Transformation che le imprese stanno vivendo oggi ed in prospettiva.

Millennial e altre generazioni nelle organizzazioni

Quale diversità dei Millennial

Dopo una generazione né carne né pesce, tanto da essere definita come … indefinita, X appunto, succeduta ai travolgenti Baby Boomer, ecco si avanza, secondo le ricerche sociali, un nuovo cluster di persone radicalmente diverso dai precedenti per il radicale cambiamento tecnologico e politico- sociale avvenuto negli ultimi venti/trenta anni nel mondo.

Generazione digitale, nel positivo, capace di interagire in modo familiare con le tecnologie disruptive della nuova rivoluzione industriale, ma anche, nel negativo, caratterizzata da vissuti di insicurezza, difficoltà di definire una identità collettiva e di alimentare in sé un desiderio di riuscita che possa trovare sbocco in carriere dal tracciato predefinito, come avveniva per le generazioni precedenti.

Da una parte le crisi economico finanziarie ricorrenti e uno scenario politico-sociale con segnali cupi che mettono in crisi l’idea illuminista di una progressiva crescita sia economica che democratica, in cui ciascuno possa percepire di scegliere e che le scelte personali siano in grado di influenzare i destini collettivi.

Una lezione di BIG: fortuna che siamo diversi!

L’esperienza di BIG, il business game intergenerazionale promosso da CFMT suggerisce che è una fortuna i Millennial e le altre generazioni siano portatori di diversità. Più di 700 tra esperti manager e studenti universitari - organizzati in 88 squadre - hanno collaborato per quattro settimane (corrispondenti a un anno di gestione aziendale) per risanare un’azienda del settore del giocattolo in crisi. Un’esperienza che ha raccontato molto in tema di rapporto tra generazioni. Infatti, oltre a mettere in discussione facili e diffuse generalizzazioni sui rapporti tra senior ed i Millennial, BIG suggerisce anche di riflettere su quanto cultura e ambiente interno all’organizzazione siano in grado di fare della convivenza tra generazioni diverse una leva competitiva, e non una delle fatiche da affrontare negli odierni ambienti di lavoro. A beneficio di tutti: esperti manager, nuove leve e imprese.

BIG: i Millennial, gli altri e l’ambiente simulato

BIG, acronimo di Business Intergenerational Game, è in realtà qualcosa di più di un Business Game. E’ soprattutto un ambiente di apprendimento ad elevato grado di verosimiglianza e coinvolgimento entro il quale generazioni diverse possono collaborare per risollevare le sorti di un’impresa in grave situazione di difficoltà.