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Last updateWed, 18 Oct 2017 8am

Smart working in Enel vuol dire “Cultura Open Power”

Parte nel giugno 2016 la prima sperimentazione in Enel di smart working che ha riguardato circa 500 persone, i cui risultati positivi hanno dato l’avvio all’estensione di questo progetto che riguarderà gradualmente, da giugno a dicembre 2017, circa 7000 dipendenti su tutto il territorio italiano.

Chi, quando, dove e come

L’attivazione è su base volontaria. Sia il dipendente che l’Azienda possono sempre recedere. Sono esclusi i neo assunti, apprendisti, part time verticali o specifiche situazioni di incompatibilità organizzativa.

La pianificazione va definita con il responsabile, tenendo conto delle necessità del team di lavoro e di una equilibrata distribuzione complessiva delle giornate di lavoro agile nell’arco della settimana, evitando picchi di concentrazione nella stessa giornata.

L’attività potrà essere svota presso la residenza/domicilio o presso altro luogo idoneo che consenta la necessaria connettività e risponda criteri di sicurezza e riservatezza.

Allo smart worker si applicano tutte le discipline legislative e contrattuali vigenti. La giornata di lavoro agile è equiparata a tutti gli effetti di legge e di contratto ad una giornata di «orario normale» di lavoro.

Le sfide di Human Resource Management dello Smart working

Il lavoro senza tempo e senza luogo

Sono in molti a pensare che l’epoca in cui siamo entrati sarà ricordata soprattutto per la sua attitudine a ridisegnare progressivamente il lavoro facendolo diventare “senza tempo e senza luogo”. Un lavoro che conosce nuove forme rese possibili dalla tecnologia che, grazie a potenti devices sempre più smart e a piattaforme collaborative, rendono marginale – facendogli perdere quella centralità ricoperta per tutto il secolo scorso – l’individuazione del luogo (azienda, fabbrica, ufficio) dove erogare la prestazione. Non solo. Ormai, questi strumenti intelligenti consentono agli stessi lavoratori di diventare proprietari dei mezzi di produzione, facendo potenzialmente saltare una premessa attorno alla quale abbiamo costruito l’impalcatura culturale, giuridica, sociale del lavoro subordinato, ossia che l’imprenditore - proprio perché proprietario dei mezzi di produzione, e diversamente dal lavoratore - si deve assumere i rischi dell’organizzazione dell’impresa. Sono destinati a crescere e diffondersi così quelli che Dario Di Vico ha chiamato “lavori senza tempo”, espressione che coglie appieno questa loro caratteristica di liberare il lavoratore da vincoli temporali etero diretti per apparire sempre più autonomi.

Lo Smart working tra modelli di business e implicazioni sulla vita delle persone

Lavoro agile e smart working: due facce di un unico approccio

Si continua a parlare di lavoro agile o flessibile e di forme di smart working, usando terminologie non univoche, circostanza questa che produce anche qualche incertezza. L’articolo di Stefano Za che ha aperto la discussione propone molte questioni, ne riprenderò alcune per svilupparle nella prospettiva dello human resource management. C’è una domanda più esigente delle altre, infatti, che può essere posta in questi termini: quale ruolo avrà la persona che lavora nell’epoca segnata dalla digital transformation infarcita di formule magiche come smart working, lavoro flessibile, lavoro agile, piattaforme collaborative? Quali esiti avranno le nuove modalità di ideazione, produzione e scambio di beni e servizi per le politiche e gli strumenti di gestione delle risorse umane?

Già segnalavo che non disponiamo di una definizione capace di cogliere e proporre unitariamente la varietà degli aspetti discussi dalla teoria e sperimentati dalla pratica sul “lavoro agile” che considero l’idea seminale (l’agile manufacturing) di quanto stiamo discutendo. I confini tra questo e il lavoro flessibile, le forme di smart working, la flessibilità oraria e il lavoro “lean” non sempre infatti risultano chiari. E’ interessante però richiamare anche quest’ultima prospettiva che si riferisce a un approccio al lavoro che, valorizzando alcuni principi della lean production come la filosofia del miglioramento continuo, viene esteso dall’attenzione al prodotto all’intero processo e al modo di intendere il lavoro.