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Last updateThu, 21 Sep 2017 2pm

La formazione sulla diversità (diversity) passa dalla formazione sull’identità (identity)

Un mio amico mi ha raccontato una storia che ha a che fare col suo matrimonio. La sua ragazza - che poi diventerà moglie - va per la prima volta a casa sua, apre il frigo e... dice: “perché tieni il caffè nel frigo?”. Risposta: “perché il caffè si tiene nel frigo” (sottinteso ...è ovvio no!)”. Lui è abituato così, sua mamma ha sempre tenuto il caffè nel frigo, non sa il perché, ma è giusto, potremmo dire, per lui fare così.

La diversità fa parte della nostra vita, non è necessario andare a cercarla in Cina (lontano), la convivenza degli esseri umani in qualunque contesto sociale è resa possibile dal riconoscimento della diversità, dalla valorizzazione delle reciproche differenze e dalla ricerca di integrazione. Resta una cosa complicatissima da fare, a cui non siamo educati e con la quale le aziende da sempre si trovano a confrontarsi, ma che è diventato un fenomeno degno di particolare attenzione, da quando il mondo del lavoro è fortemente cambiato: più presenza femminile, leggi che favoriscono la permanenza in azienda di persone over ’50 e che tutelano le persone diversamente abili, nuovi ingressi di giovani, dopo tanti anni di chiusura del mondo del lavoro, fusioni e acquisizioni, espansione all’estero.

Il Diversity Management in Telecom Italia

"Non esistono altri luoghi, come quelli di lavoro, così densi di viaggi reali e virtuali di gruppi di persone che tentano di collaborare per il raggiungimento di un risultato al di là di ogni diversità, di opportunità di incontro, comunicazione e confronto tra persone diverse" (Maria Cristina Bombelli).

La diversità è uno dei cardini culturali del nostro secolo. La diversità è colore, cultura, ricchezza, scambio, crescita, necessità, fa parte della storia di ogni uomo. Gestire la diversità richiede impegno, coraggio, pazienza, ma regala la gioia della scoperta, l'avventura del viaggio, il rischio del confronto e l'audacia del mettersi in discussione. Il primo passo da fare é cominciare a considerare la diversità non come un elemento da tollerare, ma come un bene da tutelare.

Come può la formazione essere una leva per superare la moda sul diversity management?

Negli ultimi anni la formazione è diventata una leva sempre più utilizzata dalle aziende per lavorare sulla gestione e la valorizzazione della diversità delle persone. Ma spesso si tratta di iniziative limitate e sporadiche che nascono più dalla volontà delle aziende di cavalcare una moda manageriale o di adattarsi ad un’imposizione proveniente dall’head quarter, piuttosto che da una seria consapevolezza della necessità di progettare interventi che possano realmente incidere sui comportamenti delle persone e sulla cultura aziendale. Quali sono dunque le precondizioni affinché la formazione sul Diversity Management possa realmente dare risultati e generare valore per le persone e per l’impresa?