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Last updateWed, 13 Dec 2017 10am

Il quadro operativo per il riconoscimento nazionale delle qualificazioni regionali e delle relative competenze

Dopo tanti anni sembra che il sistema nazionale di certificazione delle competenze, più volte richiamato negli atti normativi e di indirizzo, si stia finalmente mettendo in moto. La Conferenza Stato – Regioni del 22 gennaio 2015 ha raggiunto un’intesa sul decreto interministeriale (Ministero del Lavoro di concerto con il MIUR) concernente la definizione di un quadro operativo per il riconoscimento a livello nazionale delle qualificazioni regionali e delle relative competenze, nell’ambito del Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali di cui all’art. 8 del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13.

Semplicità ed efficacia: il vantaggio principale della certificazione delle competenze

Certificazione delle competenze e “lavoro  nomade”

L’idea della valutazione e certificazione delle competenze è un’idea che ha già molti anni e che presenterebbe indubbiamente notevoli vantaggi sia per le imprese che per le persone in un mondo del lavoro che è sempre di più interconnessa e internazionalizzato. Il lavoro oggi sta diventando sempre più “nomade”, trasversale a molte imprese, trasversale a molte discipline, e sempre meno fisso e stabile nella stessa impresa. Non solo, anche nei casi in cui c’è lunga fedeltà alla stessa impresa, ciò accade perché c’è la capacità del lavoratore di ricoprire diversi ruoli, di passare da una funzione all’altra e di trasmigrare in diversi siti produttivi, spesso collocati in paesi diversi. Come noto, questo gigantesco fenomeno di maggiore dinamismo, trasversalità e “nomadismo” del lavoro affonda le sue radici sia nelle strutture sociali e nella cultura del mondo contemporaneo, sia nelle esigenze competitive delle moderne imprese internazionali, che sono usualmente indicate come “catene del valore globale”. Senza entrare nel dettaglio di queste radici è sufficiente ricordare che questa convergenza di spinta verso la varietà e mutevolezza dei ruoli accomuna sia le esigenze di impresa che la cultura e i bisogni delle persone.

Le competenze per competere per Ucimu-Sistemi Per Produrre

Il patrimonio di competenze e abilità possedute e agite dalle persone rappresenta una fonte di valore inestimabile per il potenziale competitivo delle imprese, per le quali il capitale umano costituisce un fattore di produzione da cui attendersi un rendimento economico. Per l’industria del settore dei beni strumentali e della meccanica in generale, caratterizzato da un’elevata intensità di innovazione tecnologica, la preparazione della forza lavoro è un fattore abilitante dell’intera produzione: dalle persone dipende il coretto utilizzo delle macchine utensili e quindi la capacità delle imprese manifatturiere di incrementare l’efficacia e l’efficienza dei processi, elemento imprescindibile per la loro competitività e per quella del sistema industriale nel suo complesso.