09262017Tue
Last updateThu, 21 Sep 2017 2pm

La valutazione e la certificazione delle competenze per risultare efficace deve trovare un contesto organizzativo favorevole

La valutazione, il riconoscimento e la certificazione delle competenze all’interno dell’organizzazione svolgono un ruolo rivoluzionario poiché permettono di rendere capitalizzabili quell’insieme di skills che quotidianamente vengono maturate all’interno della vita organizzativa. Ormai lontani da una concezione della formazione come unicamente formale - quindi scolastica ed accademica - oggi l’individuo forma il suo bagaglio conoscitivo ed esperienziale anche  all’interno del posto di lavoro, in un’ottica di apprendimento non formale ed informale. Inoltre risulta attualmente evidente l’impossibilità di rinchiudere tale formazione entro i confini ristretti di un’aula. Il soggetto impara autonomamente, attraverso esperienze di autosviluppo in ambienti non più formalmente pensati ed attrezzati per l’apprendimento.

Le pratiche di valutazione e certificazione della società attuale costituiscono un ponte adeguato fra il mondo della formazione e quello delle imprese?

Il ricco intervento di Cristiano Ghiringhelli ha suscitato in me due riflessioni, su livelli diversi: l’inevitabilità del proliferare delle pratiche di valutazione e certificazione nella società attuale, da una parte, il grado in cui esse sono destinate a diffondersi concretamente anche all’interno delle singole organizzazioni d’impresa, dall’altra.

La valutazione e la certificazione delle competenze: un’opportunita? o un vincolo?

Questo articolo apre il nuovo Learning Talk sul tema del riconoscimento, della valorizzazione e della certificazione delle conoscenze e delle competenze acquisite dagli individui attraverso qualsiasi forma e contesto di apprendimento, compreso l’apprendimento non?formale e informale. A partire dal contributo di esperti, diamo vita a un dibattito in merito alle implicazioni manageriali salienti collegate a questo tema di grande attualità.