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Last updateWed, 22 Nov 2017 6pm

La sfida delle conoscenze situate

La riflessione sul social learning digitale e il conseguente dibattito  relativo alla sua contiguità vs distinzione da modelli sociali di apprendimento consente di portare l’attenzione sulla connessione esistente tra concezioni di apprendimento, logiche di azione formativa e idee di organizzazione sottostanti.

Un primo spunto ci viene suggerito dall’impiego del termine ‘sociale’, che veicola un insieme di significati e implicazioni sia rispetto al learning, sia in relazione ai mutamenti che i nuovi media (detti appunto ‘social’) introducono nei contesti educativi e di formazione.  Un primo significato del termine ‘sociale’ riguarda le dimensioni culturali riferite a valori, linguaggi, regole e identità organizzative e collettive che rimandano al rapporto che un contesto organizzativo intrattiene con il suo ambiente, materiale e immateriale. Sociale significa, in questo caso, il riferimento a un sistema simbolico diffuso e condiviso a livello esplicito e/o implicito.

Apprendere nell’organizzazione orizzontale e nella rete

Mi piace trarre spunto dal bell’intervento di Adriano Solidoro sul Social Learning, metodologia orientata verso “il superamento degli approcci strettamente individualistici all'apprendimento valorizzando l’interazione e la collaborazione”. L’intervento fa il punto su un tema di grande attualità. Stanno peraltro spuntando numerose società che promettono mirabilia con l’implementazione di tecniche e metodologie ispirate ai Social Network. L’“apprendimento orizzontale”, per la verità, è un fenomeno che esiste da quando le persone vivono in un medesimo ambiente e possono quindi osservare e interagire con gli altri, ma il punto in questione riguarda l’istituzionalizzazione di questo apprendimento, che, per giunta, esce dallo spazio del luogo fisico in cui viene svolto il lavoro. D’atro canto, se il modello organizzativo cede terreno nei confronti dell’attività dei singoli operatori (ormai operatori della conoscenza) deputati più a cercare soluzioni che eseguire operazioni, questi ultimi divengono i protagonisti di fatto dei processi produttivi. L’interscambio tra colleghi supera peraltro i confini dell’ufficio e si formano ambiti di produzione di idee al di fuori di una precisa pianificazione aziendale. Mintzberg ci ricorda che:“Le strategie possono formarsi senza essere formulate: possono emergere da iniziative di apprendimento informale invece che essere create mediante un processo di pianificazione strutturata” (Henry Mitzberg - Il lavoro manageriale, Franco Angeli, 2010).

Il social learning come motore di innovazione organizzativa e di creazione di valore per i clienti

Riguardo al social learning, siamo di fronte ad una evoluzione o ad una vera e propria rivoluzione?   La risposta a questa domanda richiede che si tenga anzitutto conto di quanto siano eterogenei i contesti organizzativi entro cui si innesta il social learning.  Se è vero che per potere decollare il social learning richiede sempre una sapiente miscela di contenuti validi, metodologie didattiche, comunicazione adeguata, modalità di ingaggio, socializzazione e motivazione dei partecipanti, si deve tenere anche conto delle differenze del contesto di partenza entro cui il social learning deve collocarsi. In rapporto al contesto quindi, le caratteristiche della miscela e lo sviluppo del percorso di social learning assumono qualità differenti.