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Last updateWed, 23 May 2018 9pm

Design thinking e ingegneria dei sistemi

Verso una teoria generale della progettazione

Enrico Viceconte invita alla lettura di Cloutier R., Baldwin C., Bone M.A., Systems Engineering Simplified, CRC Press, 2015

Premessa

In un post precedente, all’apprezzamento per la scelta del taglio più pratico che teorico del libro “Overcrowded” di Roberto Verganti, aggiunsi che erano utili due approfondimenti.

  • Il primo sulla storia delle teorie sul significato delle cose artificiali. Spero di aver parzialmente assolto, nel breve spazio del post precedente, questo compito piuttosto ampio.
  • Il secondo approfondimento che ritenevo utile era sul ruolo che dovrebbe avere l’ingegneria nell’ambito del design strategico del sistema d’offerta, e, quindi, non solo nello sviluppo di un singolo e isolato nuovo prodotto.

L’idea che vogliamo qui sviluppare è che, ad esempio, nel progetto di una nuova vettura, come l’Alfa Romeo 4C che Roberto Verganti cita, è necessario il controllo e il miglioramento del processo ingegneristico. Anche se i design thinkers ci dicono, giustamente, che, benché necessario, questo non sia sufficiente. Ossia che la vettura, per aver successo, debba offrire “significato” al cliente.

Un processo, quello dell’ingegneria, che va dalla rilevazione dei customer needs, alla trasformazione di questi in requisiti tecnici, alla soluzione di molteplici problemi per massimizzare il soddisfacimento di tali requisiti al fine di giungere a soluzioni ingegneristiche atte a produrre, servire, utilizzare, manutenere (ed eventualmente dismettere e smaltire) quanto progettato. Tutto questo in una strategia complessiva che fa leva su una selezione di capability tecniche distintive (di processo e di prodotto) che, tra loro combinate in modo sapiente e spinte verso il mercato, siano in grado di fare la differenza e conquistare un vantaggio essenziale, relativamente alla concorrenza.

Alle radici del design thinking

Enrico Viceconte invita alla lettura di Bernhard E. Bürdek, Design. Storia, teoria e pratica del design del prodotto, Gangemi, 2008

Premessa

In un post precedente, all’apprezzamento sincero per il libro “Overcrowded” di Roberto Verganti, aggiunsi allora due osservazioni. La prima era che, per un testo che parla di significato, ci fosse poco spazio dedicato al ripercorre retrospettivamente filoni di ricerca che risalgono agli anni ’60 e ‘70 sulla semiotica applicata agli oggetti. La seconda osservazione riguardava l’assenza dell’ingegneria, in un testo che propone esempi di innovazione dei significati anche in settori, come l’automobile, dove i requisiti da soddisfare a livello tecnologico e prestazionale non sono certo inferiori a quelli da soddisfare a livello simbolico ed emozionale, e dove comunque i due livelli sono molto integrati. Come nel caso della Alfa Romeo 4C e del suo telaio in fibra di carbonio.

 

Quale Design thinking fa per te?

Enrico Viceconte invita alla lettura di AA.VV. Which Kind of Design Thinking is Right for You?, Marzo 2018 A cura di Observatory DESIGN THINKING FOR BUSINESS

 

Premessa

Analizzando con Google Trends gli ultimi 10 anni di ricerche su Google, nel 2015 la frase “Design Thinking” ha sorpassato, nel numero di ricerche, “User experience” (stabile). Come tutte le idee di successo che entrano in scena e vengono adottate, comincia ad apparire l’andamento tipico della fase iniziale della curva di un ciclo di vita. E’ dunque il momento di parlare di Design Thinking.

 

 

Abbiamo iniziato nel post precedente, quando abbiamo presentato il libro “Overcrowded” di Roberto Verganti. Un ottimo libro che, facendo seguito al fortunato “Design-driven Innovation” dello stesso autore, spiega come il design operi sul significato delle cose non meno che sulla forma e la funzione. E come un nuovo significato possa essere motore del business.

In questo post, vorrei definire meglio, in questa chiave, il concetto di “Design Thinking” prendendo le mosse dai primi risultati dell’Osservatorio Design Thinking for Business creato, anche grazie a Roberto Verganti, dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con il Dipartimento di Design e il PoliHub.