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Last updateWed, 22 Nov 2017 6pm

L’ottimismo come motore dell’organizzazione

La capacità di modulare le proprie emozioni e di rapportarsi correttamente all’ambiente circostante è molto importante nella vita di tutti i giorni. E in azienda? Le persone equilibrate e positive giovano all’ambiente di lavoro?

L’azienda è un agglomerato sociale molto specifico, all’interno del quale persone spesso molto diverse sono costrette a convivere e a collaborare. Diventa quindi di estrema importanza gestire la propria indole per non incorrere in episodi spiacevoli, dal semplice alterco alla vera e propria violenza, che si ripercuotono poi sul proprio percorso professionale.

A porre all’attenzione dell’opinione pubblica la questione dell’aggressività nel mondo del lavoro e dei correttivi da attuare per limitarla sono Amanda J. Quebbeman ed Elizabeth J. Rozell, della Southwest Missouri State University.

Internet è davvero utile per trovare lavoro?

 

 

 

 

 

 

All’interno della difficile congiuntura economica attuale, quale ruolo può ricoprire la rete nel difficile compito di trovare un’occupazione? Internet è un valido supporto nella ricerca di lavoro? O al contrario può trasformarsi in un amplificatore della propria indecisione?
Ilana S. Lehmann e Varda Konstam, in un articolo pubblicato nel 2011 sul “Journal of Counseling & Development” danno il proprio contributo a questo dibattito considerandolo dal punti di vista dei giovani adulti.
Alla luce del rapporto molto stretto che queste generazioni hanno con il web, in che modo si approcciano al mercato del lavoro? Quali vantaggi o svantaggi traggono?

E se meritocrazia significasse discriminazione?

 

 

 

 

Nel recente dibattito politico nessuno si è sottratto dal dichiarare che Italia ci vorrebbe più meritocrazia. Nel mondo delle aziende, poi, le politiche basate sul merito sono ormai la prassi.
La meritocrazia, in sostanza, è quel sistema in cui ciascuno è messo nelle condizioni di esprimere il proprio potenziale e ottiene riconoscimenti sulla base dei propri sforzi.

Ma è davvero così? Emilio J. Castilla (M.I.T.) e Stephen Benard (Indiana University) rilevano un’evidenza sorprendente: nonostante l’applicazione di politiche meritocratiche, non solo l’ineguaglianza sul luogo di lavoro persiste, ma addirittura aumenta.
È il paradosso della meritocrazia: enfatizzando l’uguaglianza si ottiene il risultato opposto.

Com’è possibile?