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Last updateWed, 18 Apr 2018 10pm

Una nuova cultura 4.0 come prerequisito per la Smart Factory

La Sew-Eurodrive Italia punta all’ottimizzazione massima della produttività per riuscire a diventare una Smart Factory.  Sew Eurodrive Italia fa capo ad una multinazionale tedesca leader mondiale nella produzione e commercializzazione di prodotti e sistemi per l’automazione industriale, logistica e di processo. La gamma dei prodotti offerti comprende, oltre a tecnologie elettromeccaniche, anche l'elettronica dedicata, sulla base del concetto che solamente una tecnica di controllo e di regolazione perfettamente adatta agli azionamenti è in grado di offrire dei risultati ottimali https://www.sew-eurodrive.it/homepage.html.

Nella lean smart factory la tecnologia è partner delle persone

L’Industria 4.0 è un’evoluzione dei processi produttivi e logistici fondata sui principi di One Piece Flow e Small Factory Unit, ovvero flussi di lavori singoli che si attivano per ogni singola unità da produrre e che si sviluppano all’interno di aree di lavoro autonome e connesse fra loro da sistemi ciberfisici (AGV, Automated Guided Vehicle), capaci di comunicare a tutti i livelli del processo produttivo. Un’opportunità per molte aziende di incrementare flessibilità, efficienza e produttività, grazie alla digitalizzazione e alla connettività dei flussi, migliorando al tempo stesso la qualità del lavoro delle persone e dell’ambiente che le circonda. Un ambiente che diventa così un nuovo contesto di fabbrica in cui il connubio tra uomo e tecnologia si sviluppa lungo tutta la catena di creazione del valore aggiunto: dalla configurazione alla produzione, dall’assemblaggio alla consegna. In questo nuovo contesto di Lean Smart Factory la tecnologia non è più strumento, ma si configura come partner dell’uomo. Grazie a una combinazione interattiva, intelligente o “smart” fra tecnologie e persone, l’automazione introdotta dalla digitalizzazione dei processi produttivi crea interazioni che portano vantaggi non solo per il processo produttivo, ma soprattutto per le persone: da un lato una riduzione dell’affaticamento fisico, grazie a postazioni di lavoro che si adattano all’operatore e che prendono in carica le attività più pesanti; dall’altro la possibilità di accrescere il valore del proprio lavoro, così che le operazioni a scarso valore aggiunto possano essere eseguite in autonomia dalle macchine, mentre l’uomo potrà dedicarsi a attività più creative e decisionali. L’automazione introdotta dall’Industria 4.0 rende l’interazione tra uomo e macchina più efficiente, poiché vengono messe a disposizione anche informazioni precise, a ciclo breve, in ogni sequenza di lavoro; questo consente all’operatore di poter prendere decisioni più appropriate in situazioni non pianificate o imprevedibili.

Il fabbisogno di skill più ampie e la customer experience  

Nella Smart Factory l’essere umano assume il ruolo di risolutore di problemi, di decisore e di innovatore. Un ruolo che richiede, pertanto, conoscenze e skill più ampie, in relazione alla flessibilità che le nuove fabbriche 4.0 richiedono per i processi e quindi per le persone. Tutto questo ci fa capire che Industria 4.0 non è soltanto un’evoluzione tecnologica, ma anche e soprattutto culturale e organizzativa – e soltanto alla fine, una questione di tecnologia. I cambiamenti connessi alla digitalizzazione della manifattura incidono su vari aspetti legati a nuove professionalità e competenze di cui tutte le aziende dovranno dotarsi sia per le figure più operative che per quelle manageriali. Un tema che ha impatti notevoli sulla formazione, sulla ridefinizione dei ruoli e sullo sviluppo di nuove competenze trasversali. La tecnologia non è più un elemento di differenziazione, ma lo è l’esperienza che si offre al cliente ed è per questo che diventa fondamentale, per le aziende manifatturiere, capire i bisogni delle persone per fare la differenza e, quindi, avere le competenze e le soft skill più adeguate per affrontare la dinamicità dell’esperienza stessa. Un cambiamento avvenuto ben più di dieci anni fa in ambito consumer (si pensi per esempio agli smartphone) e che soltanto ora sta avvenendo all’interno in ambito industriale.

Una fabbrica intelligente modulare e connessa

In questo scenario di mutamento organizzativo e di nuovi modelli di business, le persone diventano l’elemento su cui investire perché sono loro che erogano servizi ai clienti o che prendono decisioni per migliorare l’esperienza del cliente. Persone che lavorano in squadra e che non possono più svolgere attività non strettamente connesse a quelle di altri colleghi o processi. In Sew-Eurodrive - considerata anche la trasformazione implementata nella nostra officina di Solaro (Milano), che è diventata una vera e propria fabbrica intelligente, modulare e connessa - sono state fatte diverse azioni formative non convenzionali per affrontare un riassestamento organizzativo per far emergere le potenzialità del singolo. Perché oggi è più importante avere persone che siano in grado di lavorare in squadra, adattandosi agilmente alle varie mutazioni interne ed esterne all’azienda, piuttosto che persone “one-man show” che, seppur molto competenti e specializzate in un preciso ambito, rischiano di essere destabilizzanti per l’intero sistema azienda.

La smartification: un contesto in cui le innovazioni debbono partire dal basso

Questo approccio è fondamentale e propedeutico per poter cogliere tutte le opportunità dell’Industria 4.0. Nel nuovo contesto di Smart Factory, oltre ai manager anche gli operatori diventano, come detto, dei decision maker. Per questo è importante accrescere il senso di responsabilità di tutti e creare un contesto che (come per le tecnologie) possa essere abilitante a una cultura “4.0”; un contesto in cui l’innovazione può (e deve) partire dal basso e in cui è possibile mettono in discussione il parere del proprio capo, affinché si possano prendere decisioni più appropriate o più innovative, creando così un benessere olistico fra azienda e persone. Un cambiamento che nel panorama industriale italiano si fa fatica a riscontrare. Le sfide, perciò, di un approccio “4.0” nel contesto manifatturiero sono molteplici e non tutte hanno ancora una risposta: sia dal punto di vista professionale che tecnologico, sono molte le cose che noi aziende impariamo strada facendo. D’altronde stiamo vivendo un processo evolutivo, di cambiamento, che in Sew-Eurodrive definiamo di smartification e che non è istantaneo, ma che richiede anche prove ed errori per essere portato a compimento.

La cultura e le competenze delle persone al centro della trasformazione digitale

Quel che è certo sin da ora, però, è che la trasformazione digitale non ridurrà posti di lavoro, né tantomeno impoverirà il valore umano. Tutt’altro! La quarta rivoluzione industriale pone l’uomo al centro della tecnologia, attribuendogli nuovamente un ruolo fondamentale per creare quel valore aggiunto che può contraddistinguere un’azienda. Certo spariranno alcuni ruoli ripetitivi con processi inefficienti; ma al contempo si stanno creando molti nuovi posti di lavoro in cui le persone potranno davvero fare la differenza ed essere al centro dell’innovazione. In Sew-Eurodrive abbiamo iniziato già da più di due anni fa a percorrere questa strada, al fine di non subire la rivoluzione 4.0, ma piuttosto di guidarla ed esserne protagonisti, per dare a tutti noi la possibilità di essere al tempo stesso sperimentatori e beneficiari della digital transformation dell’industria manifatturiera. Un’opportunità che è al tempo stesso una sfida che speriamo possano cogliere tutte le aziende italiane.

 

 

Giosué Luca Cavallaro

Marketing Manager at SEW-EURODRIVE Italia

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