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Last updateTue, 04 Sep 2018 2pm

Smart working in Enel vuol dire “Cultura Open Power”

Parte nel giugno 2016 la prima sperimentazione in Enel di smart working che ha riguardato circa 500 persone, i cui risultati positivi hanno dato l’avvio all’estensione di questo progetto che riguarderà gradualmente, da giugno a dicembre 2017, circa 7000 dipendenti su tutto il territorio italiano.

Chi, quando, dove e come

L’attivazione è su base volontaria. Sia il dipendente che l’Azienda possono sempre recedere. Sono esclusi i neo assunti, apprendisti, part time verticali o specifiche situazioni di incompatibilità organizzativa.

La pianificazione va definita con il responsabile, tenendo conto delle necessità del team di lavoro e di una equilibrata distribuzione complessiva delle giornate di lavoro agile nell’arco della settimana, evitando picchi di concentrazione nella stessa giornata.

L’attività potrà essere svota presso la residenza/domicilio o presso altro luogo idoneo che consenta la necessaria connettività e risponda criteri di sicurezza e riservatezza.

Allo smart worker si applicano tutte le discipline legislative e contrattuali vigenti. La giornata di lavoro agile è equiparata a tutti gli effetti di legge e di contratto ad una giornata di «orario normale» di lavoro.

Smart working: risultati attesi

Le ricadute immediate che ci aspettiamo sono di introdurre una modalità di lavoro utile ad incrementare la produttività (come ci ha mostrato il pilota), producendo un impatto positivo sulla sostenibilità ambientale (meno spostamenti casa-lavoro) e agevolando la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (per noi un fattore abilitante l’inclusione di ogni persona sul lavoro, parte dei principi fondanti la  Policy di Gruppo “Diversity&Inclusion”).

Spingere l’organizzazione verso un cambiamento culturale

Ma quale impatto ci aspettiamo nel più lungo periodo dal lavoro agile?

Enel opera in oltre 30 Paesi e produce poco meno della metà dell’energia completamente da fonti di energia pulita. L'obiettivo del nostro lavoro è di assicurare un futuro migliore alle generazioni che verranno.

Il nostro impegno è fornire energia a più persone, usando nuove tecnologie e pensando nuovi usi e nuovi modi di gestione dell’energia. Il mindset che ci abilità ad affrontare queste sfide lo abbiamo voluto sintetizzare con il termine “Open Power”.

Lo smart working in Enel significa - in termini strategici - spingere un passo avanti l’organizzazione verso un cambiamento culturale coerente con questo mindset. Un pezzo di un puzzle sistemico accompagnato da azioni organizzative e di sviluppo.

Quello che ci aspettiamo dai nostri leader (a prescindere dallo smart working) è che condividano una visione autentica, forniscano la direzione, diano potere e supporto, e assicurino l’engagement delle nostre persone. Tutti aspetti in cui la compresenza quotidiana non è affatto necessaria.

Abbiamo bisogno di completare la transizione verso un diverso approccio al controllo. In Enel non ci aspettiamo che siano più i capi ad esercitare un controllo in forma diretta. Gli stessi collaboratori si autocontrollano, partendo dai risultati e dai feedback dei propri clienti. I capi devono assicurarsi che ci siano le condizioni affinché tutto questo accada. La centratura sul tempo di un’organizzazione del lavoro non-flessibile ci porta verso tutt’altra direzione. La fiducia è il motore delle nostre relazioni. Innovazione, proattività e responsabilità sono i valori che ci guidano e che assumono una concretezza nuova dentro una scelta organizzativa reale di lavoro smart.  Soprattutto, con il contesto che mutua rapidamente e continuamente, un assetto che garantisca un maggior tasso di flessibilità è più coerente se ci vogliamo aspettare dalle persone uno spostamento di focus dal task alla produzione di valore per il cliente. 

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