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Ragione o sentimento [seconda parte]

Questo articolo è un invito alla lettura del libro “Come creare una mente” di Ray Kurzweil, Apogeo 2013

Le conquiste di Einstein non sono state il risultato solo della sua applicazione di metafore mediante esperimenti ideali, ma anche del suo coraggio nel credere alla potenza di quelle metafore. Era disponibile ad abbandonare le spiegazioni tradizionali che non riuscivano a soddisfare i suoi esperimenti, ed era disposto a fronteggiare la derisione dei suoi pari di fronte alle spiegazioni bizzarre che le sue metafore implicavano. La fede nella metafora e il coraggio della convinzione, sono qualità che dovremmo poter programmare anche nella nostra neocorteccia non biologica.

Ray Kurzweil, Come creare una mente, Pag. 92

La straordinaria biografia di Ray Kurzweil è uno dei tanti esempi della fertilità del suolo americano. L’America felix, la fertile America del XX Secolo, il crogiuolo; l’humus dove il seme del pensiero intutivo ha potuto trovare le condizioni giuste per germogliare e crescere rigogliosamente, sviluppando rami, foglie, fiori e frutti. Oggi che siamo oltre la metà del secondo decennio del XXI Secolo, consapevoli di essere in un cambiamento accelerato, sentiamo il bisogno di porci un paio di domande:

  1. quale saranno i ruoli del pensiero “analitico” e di quello “intuitivo” in un’”infosfera” (che è anche un’”ecosfera”) che raddoppia ogni anno le sue connessioni, i dati presenti e raggiungibili e la potenza computazionale?
  2. l’intelligenza artificiale sarà presto dotata, come noi, di intuizione?

Scoprirete presto perché abbiamo scelto un libro di Ray Kurzweil per cercare delle risposte.

La ghianda e la quercia di Hillman

Kurzweil è un newyorkese, nato nel Queens nel 1948 da una creativa famiglia ebrea fuggita, alle soglie del secondo conflitto mondiale, dalla Mitteleuropa (dall’“Austria Felix” che, sciaguratamente, non lo era più, come si può leggere, non senza commozione, nel “Mondo di ieri” dell’austriaco Stefan Zweig). Il padre, Fredric, era un pianista e compositore, la madre Hannah era un’illustratrice e poi, trapiantata negli USA, fotografa, esploratrice, saggista e archeologa. La sorella Enid Kurzweil Sterling è una poetessa, pittrice, scrittrice, saggista e biografa della famiglia.

Proseguiamo la biografia tagliando e incollando testo dalla memoria condivisa depositata nella nuvola dai contributori di Wikipedia; a Ray Kurzweil non dispiacerebbe, come gli piacerebbe pensare che mi servirò, per la stesura del resto, del risultato di una sua ricerca: Dragon Naturally Speaking, il software di dettatura della Nuance, un’azienda da lui fondata.

“Ray apprese dallo zio, ingegnere presso i Bell Labs, i fondamenti della computer science. In gioventù fu un avido lettore di fantascienza. Nel 1963, all'età di quindici anni, scrisse il suo primo programma per un computer. Progettato per elaborare dati statistici, il programma fu poi utilizzato dai ricercatori dell'IBM. Successivamente, al liceo, creò un programma con un sofisticato pattern recognition (riconoscimento di modelli) che analizzava le opere di compositori classici e successivamente poteva sintetizzare dei pezzi propri con stili simili. Le prestazioni di questa invenzione furono talmente notevoli che nel 1965 fu invitato ad apparire nel programma televisivo della CBS I've Got a Secret, in cui eseguì al piano un pezzo composto da un computer di sua costruzione. Successivamente quell'anno vinse il primo premio all'Esposizione Scientifica Internazionale delle Invenzioni, fu selezionato dalla Westinghouse Talent Search e ricevette le congratulazioni personali del presidente Lyndon B. Johnson durante una cerimonia alla Casa Bianca.

Nel 1968, al suo primo anno al MIT, Kurzweil aprì un'azienda che utilizzava un programma per computer per ottimizzare l'abbinamento degli studenti di scuola superiore alle università. Il programma, denominato Select College Consulting Program, era progettato da lui stesso e confrontava migliaia di diversi criteri relativi a ciascuna università con le risposte a questionari ricevuti con la domanda di ammissione da ogni studente. All'età di 20 anni vendette la società alla Harcourt, Brace & World per $100 000 (approssimativamente $500 000 in valuta del 2006) oltre alle royalties. Conseguì la Laurea in Informatica e Letteratura nel 1970 dal MIT.

Nel 1974, Kurzweil fondò una nuova società, la Kurzweil Computer Products, Inc. e diresse lo sviluppo del primo sistema di riconoscimento di caratteri denominato Omni-font: un programma in grado di riconoscere testo scritto con qualsiasi carattere. Prima di allora, gli scanner erano in grado solo di leggere testo scritto con pochi tipi di caratteri. Decise che la migliore applicazione di questa tecnologia sarebbe stata creare una macchina per la lettura automatica che avrebbe consentito a persone non vedenti di comprendere testi scritti, grazie ad un computer che li avrebbe letti ad alta voce. Peraltro, un simile apparecchio richiedeva allora l'invenzione di due tecnologie fondative: lo scanner piano CCD ed il sintetizzatore vocale da testo a parlato. Sotto la sua direzione fu completato lo sviluppo di queste tecnologie e, il 13 gennaio 1976, il prodotto finito fu svelato durante una conferenza stampa condotta da lui e dai dirigenti della Federazione Nazionale Ciechi. Questo gli valse un ampio riconoscimento: il giorno in cui la macchina fu mostrata, Walter Cronkite la utilizzò per pronunciare il suo abituale slogan di fine trasmissione "And that's the way it is, January 13, 1976".  Mentre ascoltava The Today Show, il musicista Stevie Wonder udì una dimostrazione dell'apparecchio ed acquistò il primo esemplare di produzione della Kurzweil Reading Machine, dando inizio ad un'amicizia tra i due durata una vita.”

Prendete fiato, un caffè e, se fumate, una sigaretta, perché non è finita qui. Lo psicoanalista James Hillman avrebbe già identificato, nella biografia di Kurzweil, la “ghianda” da cui nasce la quercia, la “call”, la “vocazione”, il “Daimon” di un percorso di vita. L’America ama quelle storie, ne riconosce a fiuto il pattern e le fa proprie.

Tuition e intuition

Scriveva il poeta trascendentalista americano Ralf Waldo Emerson che esistono due modi di conoscere. La “tuition”, cioè quello che gli altri dicono della realtà; oppure l’“intuition”, che è accesso diretto ad essa. La tuition richiede una fede nella fonte esterna della conoscenza, l’intuition si basa invece sulla fede nella propria vocazione interiore, la “Self reliance” ma anche nelle “metafore” con cui vediamo, da un punto di vista personale e più elevato, la realtà. Carl Gustav Jung, nella sua teoria dei tipi psicologici, combinerà l’estroversione e l’introversione con la componente intuitiva. L’estroverso intuitivo e l’introverso intuitivo hanno una linea diretta con la realtà, nel primo caso verso la realtà esterna, nel secondo verso quella interna. L’Animus è un sé superficiale, che usa la ragione come strumento di conoscenza. Per apprendere la realtà, l’Animus la deve dissezionare, analizzare, classificare e misurare. Questa facoltà è quella che fa esperienza delle sensazioni, crea le immagini, elabora catene di ragionamento e forma concetti. Ma c’è anche l’Anima, il sé profondo, distinta dall’Animus. Essa opera attraverso l’intuizione e non si prende cura delle parole, le idee e i ragionamenti, ma accede alla realtà direttamente, per via intuitiva.

Tuition e intuition corrispondono a due tipi di conoscenza, quella dell’Animus e quella dell’Anima. Da una parte la conoscenza risulta dall’educazione cumulativa, ed è riferita ad un possesso. Dall’altra la conoscenza intuitiva è connessa con l’esistenza in sé e sembra essere un altro modo di dire “coscienza”. Mentre il primo tipo di conoscenza opera “orizzontalmente”, il secondo funziona “verticalmente”. I due meccanismi sembrano, agli occhi di un poeta romantico o di uno psicoanalista, complementari e sinergici. Ma vedremo che la computer science non si allontana da questa intuizione, scorgendo nella direzione verticale (top-down e bottom-up) la chiave per comprendere l’architettura della mente o anche, più semplicemente, dei sistemi di riconoscimento della scrittura, della voce, dei volti.

Scrive il più americano e, allo stesso tempo, il più “greco” e panteista degli junghiani, James Hillman di Atlantic City:

“La modalità tradizionale per percepire l’invisibile, e dunque per percepire la ghianda, è l’intuizione. L’intuizione comprende anche quella che ho chiamato sensibilità mitica, perché quando un mito ci colpisce, esso sembra la verità e di colpo ci fa vedere le cose da dentro. In psicologia, intuizione significa conoscenza diretta e non mediata, “percezione immediata o innata di un insieme complesso di dati”. L’intuizione prescinde dal pensiero ma non è uno stato emotivo; è una percezione chiara, fulminea e completa, “il suo tratto distintivo essendo l’immediatezza del processo”. Le intuizioni “arrivano senza che vi siano passaggi logici coscienti o processi di pensiero riflessivo”.

Questa frase, letta nel libro “il codice dell’Anima”,  l’ho dettata al computer con il software Dragon Naturally Speaking della Nuance, progettato da Kurzweil. L’ho sperimentato per l’occasione. Mi domando come il programma sia riuscito a districarsi tra le mie pause e le mie cadenze, come intuendo la parola confusa che ho rapidamente pronunciato. O meglio, l’intera frase.

Frasi comprese con l’intuito

Leggo ancora dal Codice dell’Anima di Hillman:

“È essenzialmente intuitiva, per esempio, la nostra percezione delle persone. Noi assorbiamo l’altro tutto insieme - accento, vestiti, corporatura, espressione, carnagione, voce, postura, gesti, i vari caratteri etnici, sociologici, di classe: tutti questi dati si offrono istantaneamente, come una Gestalt globale, all’intuizione. Internisti di una volta usavano l’intuizione nel fare le diagnosi, e usano l’intuizione i fotografi, gli astrologi, i direttori del personale, gli scopritori di campioni sportivi, chi decide l’ammissione a una facoltà e, presumibilmente, anche gli analisti della C.I.A., tutti coloro che rintracciano informazioni pertinenti e che in una massa di dati tediosi riescono a vedere un significato invisibile. L’intuizione percepisce l’immagine, il paradigma, una Gestalt. Le intuizioni arrivano, non le facciamo noi. Ci arrivano come idea improvvisa, giudizio certo, significato colpo al volo. Arrivano insieme a un evento, come se fossero portate da quell’evento o insite in esso. Un amico mi dice una cosa io zac! Ho capito tutto. Leggo pochi, difficili versi, e “ vedo “ quello che intendeva il poeta. Vado al museo a visitare la monumentale retrospettiva del grande artista di turno e, aha!, Senza leggere il catalogo né ascoltare le spiegazioni in cuffia, mi sorprendo a trattenere il respiro davanti a un quadro. Come folgorato.”

Un solo errore di scrittura commesso dal software. Oltre il 99% di precisione, come promesso dal manuale, compresa la G maiuscola a Gestalt. Fantastico! Ogni frase compresa dal software, non per parole singole ma “tutta insieme”, Hillman la definirebbe frutto di un’intuizione. Intuizione avuta da un codice software. Ma c’è stato un errore. Ho detto “colto al volo” ed è stato scritto “colpo al volo”.

La Gestalt di “colto al volo” non fa ancora parte dell’esperienza di Dragon caricata nel dischetto dalla Nuance. Forse il software è ancora bambino nella lingua italiana. Il manuale di Dragon mi assicura che, dopo la correzione, non sbaglierà più. Come un bambino cresciuto. Pur essendo acusticamente poco distinguibili la labiale occlusiva b e la dentale esplosiva t.  Leggendo il libro di Kurzweil si scopre che, dopo la mia correzione, la frase “colpo al volo” risulterà improbabile, per cui Dragon sceglierà di scrivere la più probabile “colto al volo”. Kurzweil sostiene che il nostro cervello funziona allo stesso modo e che lui lo ha semplicemente copiato. Che la mia mente e quella di Dragon si assomigliano.

Se avesse incontrato la frase “colpo di fortuna”, dopo essere cresciuto, il Dragon “bambino” avrebbe deciso, riconoscendo la frase fatta, che quello schiocco acustico è una p e non una t. Ma mi sento in un mood per cui la “scelta” (o il lapsus) della macchina di non usare una frase fatta come “colto al volo” e di usare un meno probabile ma plausibile “colpo al volo”, mi ha colpito nell’immaginazione, e mi ha suggerito percorsi di senso, come se fosse stata la scelta di un poeta o di un bambino. Che sono quasi la stessa cosa; che partecipano dello stesso genius.

Per Emerson, gran parte della nostra conoscenza, dovuta a tuition, è di seconda mano e sarebbe virtualmente impossibile verificare ogni cosa che noi apprendiamo ascoltando e leggendo.

Per Emerson l’intuition, tipica di poeti, bambini e scienziati visionari, è superiore alla tution. Ma lui era un platonico e un romantico americano.

Un logico e matematico inglese, non sospetto di essere un romantico, come Alfred North Withehaed scriveva però anche lui: “The secondhandness of the learned world is the secret to its mediocrity”.  Lo abbiamo già citato a proposito di Storytelling.

Verso la singolarità

Terminato il caffè o la sigaretta in compagnia di Emerson, Jung e Hillman, continuiamo da Wikipedia la lettura del racconto della vita di Kurzweil.

“La successiva importante iniziativa d'affari di Kurzweil iniziò nel 1978, quanto la Kurzweil Computer Products iniziò a vendere una versione commerciale del programma di riconoscimento ottico dei caratteri. LexisNexis fu uno dei primi clienti, ed acquistò il programma per acquisire documenti legali e di informazione nei suoi nascituri database online.

Due anni dopo, Kurzweil vendette la sua società alla Xerox, interessata a proseguire la commercializzazione della conversione automatica di testo da documenti a computer. La Kurzweil Computer Products divenne una sussidiaria della Xerox, inizialmente conosciuta come Scansoft e attualmente presente come Nuance Communications, mentre lui operò come consulente per la prima fino al 1995.

La successiva impresa commerciale di Kurzweil fu nell'ambito della tecnologia della musica elettronica. Dopo un incontro del 1982 con Stevie Wonder, nel quale quest'ultimo lamentò il divario tra le possibilità e qualità dei sintetizzatori elettronici e quelle degli strumenti musicali tradizionali, Kurzweil ebbe l'ispirazione di creare una nuova generazione di sintetizzatori musicali in grado di riprodurre realisticamente i suoni di veri strumenti. La Kurzweil Music Systems fu fondata quello stesso anno e, nel 1984, fu lanciato il Kurzweil K250: la macchina era in grado di imitare numerosi strumenti e nel corso dei test dei musicisti non furono in grado di percepire la differenza tra la riproduzione di un pianoforte da parte del Kurzweil K250 e quella di un vero pianoforte a coda.

Le possibilità di mixaggio e registrazione dell'apparecchio, insieme alla capacità di imitare diversi strumenti resero possibile ad un singolo utilizzatore comporre ed eseguire un intero pezzo orchestrale.

La Kurzweil Music Systems fu venduta al costruttore coreano di strumenti musicali Young Chang nel 1990. Come con Xerox, Kurzweil rimase come consulente per diversi anni.

Contemporaneamente alla Kurzweil Music Systems, Kurzweil creò la Kurzweil Applied Intelligence (KAI) con lo scopo di sviluppare sistemi di riconoscimento vocale per uso commerciale. Il primo prodotto, lanciato nel 1987, fu nel mondo il primo programma di riconoscimento vocale con un ampio vocabolario e diede la possibilità ad utilizzatori umani di dettare ai propri computer per mezzo di un microfono, ottenendo la trascrizione del loro parlato in testo scritto. Successivamente la società combinò la tecnologia di riconoscimento vocale con sistemi esperti medicali per creare la linea di prodotti Kurzweil VoiceMed (oggi chiamati Clinical Reporter), che consentono ai medici di redigere referti parlando anziché scrivendo. La KAI esiste tuttora con il nome di Nuance Communications.

Kurzweil avviò la Kurzweil Educational Systems nel 1996 per sviluppare tecnologie computerizzate basate su riconoscimento di modelli per aiutare persone con disabilità come cecità, dislessia e deficit di attenzione da iperattività (ADD) in ambito scolastico. Questi prodotti comprendono il programma convertitore da testo a parlato Kurzweil 1000, che consente ad un computer di leggere testo elettronico o scansionato a beneficio di persone non vedenti o con visione ridotta, ed il programma Kurzweil 3000 che è un sistema multifunzione per l'ausilio nella lettura, scrittura e capacità di studio.

Negli anni novanta Kurzweil fondò la Medical Learning Company. I prodotti della società comprendevano un programma interattivo di istruzione per i medici ed un paziente simulato da un computer. Più o meno nello stesso periodo, Kurzweil avviò KurzweilCyberArt.com—un sito web che offriva programmi per supportare il processo creativo artistico. Il sito offriva il download gratuito di un programma chiamato AARON, un sintetizzatore di arte visiva sviluppato da Harold Cohen e del "Poeta Cibernetico di Kurzweil" ("Kurzweil's Cybernetic Poet"), in grado di creare poesie in modo automatico. In quel periodo avviò anche KurzweilAI.net, un sito dedicato alla divulgazione di sviluppi scientifici che pubblicizzava le idee tanto di pensatori che di critici dell'alta tecnologia e che promuoveva una discussione di orientamento futurista aperta a non addetti ai lavori e appassionati attraverso il forum Mind-X.

Nel 1999, Kurzweil lanciò un hedge fund chiamato "FatKat" (Financial Accelerating Transactions from Kurzweil Adaptive Technologies), che fu commercializzato nel 2006 con lo scopo ultimo di migliorare le capacità del programma di investimenti della FatKat's A. I., accrescendo la sua capacità di "riconoscere andamenti nelle tendenze di fluttuazione cambiaria e di movimentazione azionaria"

Nel suo libro del 1999, The Age of Spiritual Machines, pronosticò che i computer un giorno si sarebbero rivelati superiori alle migliori menti finanziarie umane nel prendere vantaggiose decisioni di investimento. Nel 2001, la band rock canadese Our Lady Peace distribuì un album, intitolato Spiritual Machines, basato sul libro di Kurzweil. Nell'album compare la voce di Kurzweil mentre legge estratti del suo libro.

Nel giugno del 2005 Kurzweil presentò il "Kurzweil-National Federation of the Blind Reader", un dispositivo tascabile costituito da una telecamera digitale ed un computer. Come la Kurzweil Reading Machine di quasi 30 anni prima, il K-NFB Reader è progettato per aiutare persone non vedenti leggendo testo ad alta voce. Il nuovo dispositivo è però portatile ed acquisisce il testo mediante immagini digitali, mentre la vecchia apparecchiatura era ingombrante e scansionava il testo mediante uno scanner piano.

Nel 2010 Kurzweil ha realizzato un film intitolato The Singularity is Near: A True Story About the Future, basato, in parte, sul suo libro del 2005 The Singularity Is Near. In parte finzione, in parte realtà, intervista 20 grandi pensatori come Marvin Minsky, insieme ad una narrazione collaterale che illustra alcune delle idee espresse in cui un avatar computerizzato (Ramona) salva il mondo da microscopici robot autoreplicanti.

Oltre al film di Kurzweil è stato realizzato un documentario indipendente su Kurzweil, la sua vita e le sue idee, dal titolo Transcendent Man. … In anteprima nel 2009 al Tribeca Film Festival, Transcendent Man documenta lo sforzo di Kurzweil di rivelare il destino finale dell'umanità ed esplora molte delle idee che si trovano nel suo bestseller del New York Times The Singularity is Near, tra cui il suo concetto di crescita esponenziale, espansione radicale della vita e di come finiremo con il trascendere la nostra biologia. ...

Durante un'intervista per il numero di febbraio 2009 della rivista Rolling Stone, Kurzweil ha espresso il desiderio di realizzare una copia genetica del padre deceduto, Fredric Kurzweil, da DNA recuperato dalla sua tomba. Questo si dovrebbe ottenere mettendo all'opera vari nanorobot per recuperare campioni di DNA dalla tomba, realizzando un clone di Fredric e recuperando ricordi e memorie del padre dal cervello di Ray.”

E qui, un po’ frastornati dalla fantasmagoria di troppi particolari ed episodi presenti su Wikipedia, ci fermiamo, informandovi solo che oggi Ray Kurzweil è il direttore dell’Engineering di Google e il fondatore della Singularity University che si occupa del mondo che verrà quando l’intelligenza artificiale, che accelera con la legge di Moore, avrà effettuato il sorpasso dell’intelligenza umana.

Il cammino (umano e imprenditoriale) dell’individuo ha seguito una “roadmap” tecnologica, ovvero l’ha tracciata in un territorio inesplorato. Giungendo ad un vertice, quello di Google, dove prendono forma, a velocità accelerata, le strategie di un’“iper-cosa” in cui ciascuno di noi vive, in cui viaggiano auto senza guidatore, in cui sono le immagini di ogni angolo del mondo, in cui ogni lingua del mondo può essere tradotta automaticamente in un’altra (in antitesi alla volontà divina espressa in occasione della distruzione della Torre di Babele), in cui chiunque può connettersi alle idee e ai progetti di chiunque altro. Dobbiamo preoccuparci che sia stato assunto in quella posizione un uomo con il CV di Kurzweil? Abbiamo l’impressione che nell’Artificiale si stia sviluppando un Animus completamente nuovo ed autonomo dall’homo sapiens. Ci inquieta – non so se a ragione - pensare al fatto che possa nascere anche un’Anima. E che questa sia una forma di Hybris, punibile come quella di Prometeo o degli architetti di Babilonia.

L’accelerazione nell’intelligenza delle macchine

Scienziati e imprenditori in aula

Nel post precedente abbiamo parlato del genio imprenditoriale citando Henry Ford, Thomas Alva Edison, Steve Jobs, Mark Zuckerberg, Elon Musk, Larry Page e Sergey Brin, individui guidati oltre che dal fiuto del mercato e dalla padronanza di specifici domini di conoscenza, da intuizioni che vengono dal “di dentro”, che elevano il punto di vista con cui guardiamo la realtà e i problemi che stiamo formulando e che spingono insistentemente in avanti. Con una vocazione alla semplificazione, intesa non come impoverimento ma come riconduzione a un livello più “alto” di pensiero. Un pensiero metaforico che, nel management, viene attribuito alla “vision” e che, come abbiamo letto in epigrafe, contraddistingueva anche il nocciolo della “self reliance” di Einstein.

In una rubrica come questa, intitolata “Snodi organizzativi”, dedicata alla formazione e allo sviluppo organizzativo, ci preme dire che, fatte le debite proporzioni, la visione dall’alto (e la conseguente spinta in avanti, orientata verso il futuro), è patrimonio di ciascun individuo, in qualunque nodo e a qualunque livello dell’organizzazione. Compito del formatore è crearne consapevolezza e utilizzarla per supportare i processi di cambiamento. Un compito di facilitazione, di esemplificazione, ma anche di “semplificazione”. Cogliere, intuitivamente, la “vision” e i “valori”, significa risalire dal processo di produzione di valore (come produrre), al processo di scelta del “cosa produrre” e, sempre più in alto nella gerarchia della mente, del “perché” produrlo.

La bildung di Kurzweil è significativa del modo in cui, nel cambiamento accelerato, i processi innovativi, che tradizionalmente procedevano a cascata, una fase dopo l’altra, ricevono continuo impulso dai processi intuitivi. Ascolto/osservazione profondi, consapevolezza profonda, co-design, prototipazione rapida, sono quattro fasi ricorsive di cui il “prototipo” è un oggetto-risultato intermedio ma, allo stesso tempo, auto consistente, in una logica di innovazione seriale o di imprenditoria seriale. Ciascun prodotto-prototipo, è in continuo “beta test” e continuamente sottoposto al controllo dell’intuizione e alla validazione del raggiungimento di certi obiettivi.

L’iterazione del ciclo procede a spirale dipartendosi dall’idea intuitiva iniziale. Questo modello fornisce la necessaria agilità al processo innovativo in acque turbolente, superando la lentezza dei processi che tipicamente si mostravano efficaci in acque calme. La prototipazione rapida, combinata alla co-creazione è un interessante modello pedagogico ispirato al principio di agilità.

Nella seconda parte di questo articolo utilizzeremo il libro di Kurzweil per comprendere meglio il funzionamento verticale (top-down, bottom-up) della mente gerarchica che accomuna l’homo sapiens alle intelligenze artificiali che verranno.

Scopriremo, con gli esempi di Kurzweil, che il cervello è una cosa molto complicata ma che i meccanismi che caratterizzano una mente sono sostanzialmente pochi e semplici. Così come tendevano alla semplicità e all’unificazione le metafore di Einstein.

“Qualunque stupido intelligente può rendere le cose più grandi e più complesse… ma ci vuole… un gran coraggio per andare nella direzione opposta”.

Albert Einstein, citato da Ray Kurzweil a pagina xvii dell’introduzione di Come creare una mente.

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