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Last updateTue, 04 Sep 2018 2pm

Ad essere troppo buoni ci si rimette sempre. Oppure no?

Si è molto discusso negli ultimi anni di responsabilità sociale di impresa, intesa tanto da un lato che possiamo definire passivo (riduzione dell’impatto ambientale e sociale dell’attività industriale) quanto da uno invece maggiormente attivo (investimenti diretti in politiche “verdi”).

Se da un punto di vista etico tutto questo è senza dubbio positivo e apprezzabile, da un punto di vista più strettamente finanziario la questione è più complessa.

In sostanza: essere “buoni” è sempre un investimento a perdere? La performance sociale e quella finanziaria sono sempre correlate negativamente?

Michael L. Barnett (Università di Oxford) e Robert M. Salomon (New York University) hanno raccolto alcuni studi in questo ambito e provato a trarre delle conclusioni.

Sulla base della loro ricerca, la chiave di tutti sono gli stakeholder e la capacità che ha l’azienda di influenzarli positivamente nel lungo periodo.

Inizialmente, è probabile che per l’azienda l’investimento sia negativo, da un punto di vista economico. Tuttavia, se si ha la pazienza e la capacità di coinvolgere gli stakeholder, nel tempo il trend si inverte. Dimostrando dunque la bontà della scelta anche sotto un aspetto meramente materiale.

Un’alta capacità di influenzare gli stakeholder crea favore nei confronti dell’investimento sociale e quindi profitto. Meglio l’azienda mette in relazione fra loro gli stakeholder e li coinvolge nella sua strada sociale, più avrà successo. Di contro, è vero anche l’opposto: se un’azienda non ha credibilità sul mercato e non convince i propri stakeholder non trarrà profitto dall’investimento sociale, perché esso verrà percepito come meramente di facciata.

Lato HR, un investimento nel sociale può attrarre impiegati migliori e migliorare la reputazione dell’azienda. Le aziende credibili, con buona reputazione, sono maggiormente premiate dagli stakeholder e quindi traggono maggior profitto dalle loro politiche sociali, creando un circolo virtuoso.

Cosa pensate degli investimenti in abito sociale? La vostra azienda li mette in pratica? In che modo? Quali sono strumenti che utilizza per creare commitment da parte degli stakholder?

 

Articolo tratto da: Does it pay to be really good? Addressing the shape of the relationship between social and financial performance, di Michael L. Barnett (University of Oxford) e Robert M. Salomon (New York University)

 

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